Ha atteso veramente fino all’ultimo, fino a quando le sue condizioni non gli hanno più permesso di svolgere le proprie funzioni, poco prima di arrendersi alla malattia. Solo ieri, a 12 ore dalla morte, l’entourage del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha comunicato che tutti i suoi impegni istituzionali erano stati cancellati per motivi di salute. Stachanov in un mondo spesso accusato di essere il bengodi della politica, tanto da diventare l’unico presidente dell’Eurocamera insieme ad Alcide De Gasperi (a capo dell’allora Assemblea comune europea fino al 1954) a morire nel corso del proprio mandato. Ed è così che il suo staff ha voluto ricordare Sassoli, scomparso a 65 anni in seguito a una “grave complicanza dovuta a una disfunzione del sistema immunitario: come un lavoratore. “Si può vivere e morire in tanti modi. David Sassoli ha combattuto e lavorato fino all’ultimo possibile istante, informandosi, partecipando attivamente alla causa del bene comune con curiosità e passione indomabili, nonostante lo stato di salute sempre più precario dopo la temporanea ripresa di qualche tempo fa”, si legge in un post sulla pagina Facebook ufficiale pubblicato dal suo entourage che evidenzia come “per il presidente del Parlamento europeo, per il politico Sassoli, per l’uomo David nella sua dimensione privata, alla base di ogni azione, di ogni comportamento, di ogni scelta erano, assai ben saldi i valori umani di riferimento: lealtà, coerenza, educazione, rispetto“.

Uno spirito che si ritrova anche nelle ultime decisioni prese da Sassoli, quando la malattia lo stava già limitando. Non solo quella di lasciare le proprie funzioni appena 12 ore prima del decesso, ma anche di ritirarsi dalla corsa per la rielezioni al vertice dell’Europarlamento solo il 14 dicembre scorso, quando quella che forse nutriva come una speranza, continuare a guidare il Parlamento di Strasburgo, era resa sempre più irraggiungibile dalle sue condizioni di salute che lo avevano costretto a un ricovero anche a settembre a causa di una polmonite. “In questo momento così triste per tante e tanti cittadini italiani ed europei resta, intatta, la forza dei suoi insegnamenti e delle sue indicazioni – continuano i suoi collaboratori più stretti che accompagnano le parole a una sua foto sorridente con una bandiera europea alle spalle – Mai fingere, mai alimentare polemiche, spirali, pregiudizi, pettegolezzi, meschinità. Principi personali così profondi da plasmarne, con tratto inconfondibile, anche la pratica e probabilmente la stessa teoria dell’agire politico. Principi semplici quanto assolutamente inderogabili, da cui non deflettere in alcun caso. Per nessun motivo. Anche quando, recentemente, di fronte ai suoi gravi problemi di salute, si erano diffuse in rete deliranti malevolenze su Covid e affini, persino in quel momento la scelta di non replicare, di non inasprire i toni, gli era sembrata l’unica possibile. Paradigma di stile, riservatezza, sobrietà. E di una merce rara, nella temperie della politica contemporanea: l’autorevolezza. Politica e morale”.

La sua squadra ha poi deciso di concludere il ricordo di Sassoli rivolgendosi direttamente a chi lo ha seguito in questi anni di politica: “La fiducia che tante e tanti di voi riponevate in lui, se può esser di conforto, era ben riposta. La stima nei suoi confronti, altrettanto. Con David Sassoli l’Europa e l’Italia perdono un uomo delle istituzioni di primario livello, che credeva nella politica nella sua accezione più nobile, in un’Europa baluardo dei diritti e delle opportunità, nell’impegno a favore delle persone più deboli e indifese, nella lotta contro ogni forma di ingiustizia e prevaricazione, sempre con il sorriso. Proprio vedersi salutare con un sorriso, così come con questa lieta immagine lui saluta noi, è la cosa che forse maggiormente potrebbe fargli piacere. Bello fossero tantissimi sorrisi. Addio, David. Grazie”.

Foto: Facebook di David Sassoli

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