di Montella Candida

Egregio ministro Bianchi,
sono una mamma di due bambini che oggi, alla soglia dei 40, sta vedendo il punto più basso della politica italiana.
Sono sempre stata una forte sostenitrice della legalità e del rispetto delle regole, ma oggi costato con amarezza che le regole per la scuola sono state assunte – a parer mio – con leggerezza e senza tener conto delle tante istanze provenienti dalla stessa scuola in primis i presidi, i professori e tutto il personale che vi lavora oggi giorno, senza tener conto che nella settimana tra il 28 dicembre e il 3 gennaio sono cresciuti dell’86% i pazienti ricoverati per Covid sotto i 18 anni (rispetto al totale dei pazienti pediatrici dei sette giorni precedenti). Sono i dati degli ospedali sentinella della Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere).

Posso ancora citare tra le tanti voci autorevoli quella del presidente nazionale dell’Ordine dei medici Filippo Anelli: “Molti reparti si stanno trasformando in reparti Covid, con conseguente trasferimento del personale. Nelle terapie intensive, il 16% dei posti è occupato da pazienti Covid, limitando la possibilità di usufruirne ai pazienti delle urgenze (infarti, ictus, interventi chirurgici urgenti, complicazioni del parto, incidenti stradali). Tutto questo ha come conseguenza l’allungamento delle liste d’attesa, con possibili aggravamenti dei quadri clinici”. Nonostante l’aumento diffuso e preoccupante del virus, invece di cambiare rotta come sostiene anche Iss si decide di lasciare tutto com’ è.

Senza tener conto che è in corso una campagna vaccinale per la fascia di età 5-11 che con un rientro alla cieca senza la possibilità di garantire standard minimi di sicurezza e igiene per mancanza di personale verrebbe a parer mio compromessa malamente.

Lei sostiene di intensificare la vaccinazione, ma il governo concretamente quali provvedimenti ha emanato per accelerare, per aiutare noi genitori a capire sul piano scientifico l’importanza del vaccino per i nostri figli? Se il livello di circolazione del virus è così alto quante probabilità ci sono per i genitori di poter iniziare a vaccinare o completare il ciclo vaccinale dei propri figli prima che vengano messi in quarantena o peggio contraggono il virus con il rientro a scuola?

Lei afferma che i bambini si sono contagiati fuori dall’ambito scolastico. Le do atto che molti adulti a parer mio hanno comportamenti irresponsabili che danneggiano i bambini, ma quanti rientreranno in classe positivi per le difficoltà di fare testing? perché come ha sottolineato il governatore Zaia: “L’apertura delle scuole? L’unica vera novità è il caos perché attualmente il decreto impone delle fasi di testing insostenibili. Diciamolo da subito ai genitori che non siamo in grado di testare e tracciare tutto quello che è necessario”. Queste difficoltà del Veneto si riscontrano ovunque e Lei ancora tira dritto per la sua strada.

Ancora, Lei sostiene che in Europa nessun paese ha chiuso le scuole: ma cosa sta succedendo? Ad esempio in Francia impennata di contagi quattro giorni dopo il rientro: mai così tante classi chiuse dalla primavera scorsa. Sottolineo da soli 4 giorni riaperte. Poi non capisco la smania della politica italiana di guardare in casa degli altri e non guardare in casa propria, mettendo a modelli sistemi giuridici e sanitari, che per ragioni storiche, economiche e sociali sono diversi da noi. Quando sceglie per i bambini italiani e per l’Italia, La prego di guardare alla realtà locali e regionali del nostro Bel Paese perché a guardare troppo alla finestra, nell’ammirare la casa dei vicini, ci si dimentica della propria.

Ad oggi la sola novità in questo scenario difficile e preoccupante è che impugnerà l’ordinanza del governatore De Luca, che da campana quale sono, non ho mai votato, ma che oggi sostengo. Secondo Lei, De Luca ha emanato un provvedimento contrario ad una disposizione di legge dello Stato. Per me no, perché oggi il diritto all’istruzione e alla salute sono minati non da un posticipo di 2-3 settimane come chiedono i presidi nel loro portavoce Giannelli che afferma: “Occorre garantire le mascherine Ffp2 a tutti. Importante, fino al primo febbraio, una massiccia campagna di testing per verificare se il sistema riesce a praticare i tamponi: ho il sospetto che la tempistica dei test e del tracciamento non sia migliorata rispetto al passato e c’è il rischio che la scuola abbia notizia dei risultati dei tamponi effettuati solo diversi giorni dopo, quindi ho proposto due settimane di DAD per accelerare sui vaccini”.

Ma dal rientro alla cieca dove assenze dei professori possono compromettere il proseguo regolare delle lezioni, con numerose supplenze se si trovano supplenti in tempi brevi e snaturare così il ruolo primario della scuole: l’istruzione, perché, egregio ministro, la Costituzione tutela il diritto all’istruzione che non si esplica solo nelle modalità in presenza ma anche attraverso la dad, che in una situazione attuale è l’unica arma per permettere a tutti i bambini il diritto allo studio pieno e regolare.

La scuola è inclusione, è comunità, è spazio di crescita ma oggi non è uno spazio sicuro, a parer mio.

So che le mie parole Le scivoleranno addosso, come quelle delle migliaia di addetti del settore scuola che le hanno fatto appello, ma nel mio piccolo volevo esternare la delusione di una semplice cittadina verso la politica nazionale e l’amara sensazione che ormai la stessa si sia staccata dalla realtà del proprio paese.

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