di Michele Sanfilippo

Ma davvero si sta nuovamente tornando alla carica con la fissione nucleare? Dopo Chernobyl e Fukushima? Dopo ben due referendum? Vorrei davvero poter essere smentito, ma ho la netta convinzione che ci stiano provando. L’informazione mainstream sta compattamente preparando il terreno. Alcuni esempi:

1) il mitico Roberto Cingolani, lo strepitoso ministro della Transizione ecologica (i miei più vivi complimenti a Beppe Grillo che non ne indovina più una da anni), che dichiara che il nucleare è un’opzione percorribile (parlasse almeno di fusione potrei capirlo);

2) non c’è giorno che non si parli degli aumenti per le bollette sull’energia e gas, stimati nell’ordine del 40%, “nonostante l’intervento straordinario” del governo;

3) servizi sui Tg Regionali (vedi quello del Piemonte del 3/1) che dichiarano che molte Piccole e Medie Imprese (Pmi) preferiscono chiudere e licenziare piuttosto che produrre a costi che le metterebbero fuori mercato;

4) lo sbandierato accordo commerciale tra Mario Draghi e Macron (la Francia deve rientrare delle spese per gli investimenti del nucleare di quarta generazione che, per adesso, non è stato adottato quasi da nessuno);

5) la commissione Ue che dichiara che il nucleare resta un’opzione (in linea con Cingolani e, quindi, Draghi).

Pochissimo risalto viene dato alla notizia che la Germania, da sempre molto più attenta di noi all’ambiente, con una clamorosa emergenza scorie nucleari in casa e con i verdi al governo, chiuderà subito tre centrali nucleari e si accinge a rinunciarvi del tutto. Se volete chiarirvi le idee su come si smaltiscono le scorie nucleari in Italia vi rimando a uno strepitoso Data Room su La 7 di Milena Gabanelli. Da far accapponare la pelle.

Sembrerebbe che si siano già dimenticate le belle dichiarazioni d’intenti fatte allo scoppio dell’epidemia dovuta al Covid-19 che lasciavano intravedere la possibilità di praticare una nuova economia, più rispettosa dell’ambiente e del futuro delle nuove generazioni. La legge del Pil trona a dominare incontrastata, con tanti saluti a Greta.

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