C’è anche una foto di una vacanza alle isole Tremiti ad accusare il direttore generale del Policlinico di Foggia Vitangelo Dattoli e l’imprenditore Roberto Pucillo, entrambi arrestati nell’inchiesta della Guardia di finanza di Bari sulla turbativa d’asta degli appalti milionari per l’elisoccorso e il trasporto di organi. I finanzieri guidati dal colonnello Luca Cioffi l’hanno ritrovata sul cellulare di uno degli indagati e hanno chiarito che quella vacanza potrebbe essere uno dei regali che l’imprenditore avrebbe offerto al dirigente della sanità dauna in cambio del suo interessamento. A confermare la ricostruzione delle fiamme gialle, inoltre, c’è un’intercettazione tra Pucillo e suo cognato, il medico-faccendiere Antonio Apicella: a dicembre 2019, quattro mesi dopo quella vacanza, Apicella suggerisce al cognato di “premiare” allo stesso modo Costantino Quartucci, direttore dell’Area Gestione Patrimonio degli Ospedali Riuniti di Foggia e presidente della Commissione della gara che si sarebbe speso in favore di Pucillo: “Tu a giugno – suggeriva Apicella a Pucillo – devi fargli fare una settimana a Tremiti a quello”.

Nelle 28 pagine che compongono l’ordinanza, il gip Armando Dello Iacovo, ha definito di elevatissima gravità la condotta degli indagati: “Essi, nelle rispettive qualità e nei diversi ambiti operativi, sono arrivati (pur di favorire il concorrente privato da loro sponsorizzato) a offrirgli in anteprima le note riservate della ‘concorrenza’, a recepire i suoi rilievi tecnici per predisporre i capitolati o pronunciarsi sulle predette note, a rassicurarlo, a imbeccarlo per procacciarsi voti in commissione, in un escalation di ‘stupri’ alla funzione pubblica da loro rivestita”.

Per la procura di Foggia – che ha indagato a piede libero anche il direttore generale dell’Asl di Foggia Vito Piazzolla appena riconfermato da Michele Emiliano, il direttore sanitario Antonio Nigri e il direttore amministrativo Ivan Viggiano – i vertici dell’Asl sottoponevano a Pucillo e ai suoi familiari, che guidavano la società Alidaunia interessata ai bandi gara per l’elisoccorso e il trasporto rapido di organi, non solo il capitolato affinché rispondesse pienamente alle caratteristiche più vicine alla sua società, ma anche i progetti, le note e le risposte delle società concorrenti. Eppure, nonostante questo, entrambe le gare sono state vinte un competitor di Alidaunia: “Se avesse minimamente fatto come dicevo – si lamentava l’imprenditore Roberto Pucillo – non c’era storia, mo’ invece dobbiamo stare ad incontrarci come i carbonari la notte”.

Tra le telefonate intercettate dai finanzieri ce n’è una che per gli inquirenti è “un vero e proprio manifesto della cogestione della gara a beneficio dei Pucillo”. Nella conversazione, Roberto Pucillo (P) si confronta con Rita Acquaviva (A), responsabile del procedimento di gara che tira in ballo Roberta Valentina Pucillo, figlia dell’imprenditore anche lei finita ai domiciliari, per valutare le azioni da compiere per assicurarsi l’appalto da 36 milioni di euro:

P: “Facciamo la gara sulla qualità, noi prendiamo il massimo, loro prendono di meno”.
A: “Loro chi?”.
P: “Una ditta di Milano”.
A: “Quindi può venire pure una ditta di Milano qua a dare fastidio, no? … anche per sta gara nostra? Ci dobbiamo stare attenti… perciò gli ho detto a Roberta devi fare in modo che tu devi sapere quanti punti prendi e devi fare un’ipotesi … se voi ce la fate a mantenere il servizio con il prezzo di adesso”.
P: “Ma l’elicottero che noi dobbiamo mettere, il modello è moderno … un altro potrebbe essere anche mosso dalla voglia di farci fuori … di guadagnare”.
A: “E dice faccio il 40% di ribasso … ”
P: “Basta che me li tolgo davanti!”
A: “Appunto, perciò io ho detto a Roberta noi ci dobbiamo assicurare dei punti che devi fare anche un’ipotesi del 50% di ribasso”.

Per il giudice si tratta di una conversazione che appare più un confronto tra “soci in affari” che tra il responsabile dell’ente committente e l’aspirante aggiudicatario, nella quale la figlia di Pucillo appare “come esperta ghost writer del capitolato”. Ma nonostante queste operazioni, Pucillo non riusciva ad assicurarsi la gara d’appalto. Nelle carte, si legge, che “una solare e definitiva controprova del tentativo del Pucillo di ‘preconfezionare’ il capitolato a suo uso e consumo” emerge da un commento che suo cognato Antonio Apicella affida a sua moglie nella giornata del 7 novembre 2020 quando il servizio è già stato affidato al competitor: “Pucillo ha perso la gara di Foggia… secondo me per sua (incuria, ndr) … (dava, ndr) per scontato… tra l’altro ha preparato tutto lui… ha suggerito tutto lui, la modalità… il bilanciamento l’ha preparato tutto lui… quelli l’hanno seguito pedissequamente quello che ha consigliato lui”.

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