“Nessuno ci convoca, i lavoratori vengono considerati gli ultimi da informare, anche se l’accordo sindacale è vincolante per il piano industriale. Forse pensano che qualcuno decide e che poi alla fine ci diano qualche giorno per firmare l’accordo, prendere o lasciare. Trovo che sia scandaloso questo atteggiamento, è un’ulteriore dimostrazione di come questo governo sia completamente assente sulle singole crisi come sui settori. Un problema grandissimo per i lavoratori e per tutto il paese”. A rivendicarlo sulla vertenza ex Ilva, Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, presente a Roma al corteo dei lavoratori di Whirlpool diretti al Ministero dello Sviluppo economico.
“Prima dell’estate il Governo aveva detto che ci avrebbe convocati per presentare il piano industriale di Acciaierie d’Italia, perché ovviamente senza un piano non ci possono essere neanche gli ammortizzatori sociali che lo accompagnano. Ma nessuno ci ha convocato, abbiamo fatto uno sciopero di otto ore il 10 novembre. Sappiamo dai giornali che la proprietà sta ragionando sul piano industriale, immagino vincolato al Pnrr e alla decarbonizzazione. Ma noi non sappiamo ancora nulla”, ha precisato Re David, dopo alcune indiscrezioni sui media relative a una definizione in arrivo del progetto tra Invitalia e ArcelorMittal, che prevederebbe l’ipotesi di una decarbonizzazione totale entro 10 anni, con approdo all’idrogeno verde e un calendario degli obiettivi di produzione annua spostato in avanti rispetto alle previsioni iniziali.
“Di tutto questo non sappiamo ancora nulla, ripeto. Tutto mentre la situazione negli stabilimenti è drammatica, con mancanza di manutenzione e sicurezza sul lavoro, come denunciato dagli stessi lavoratori. Di fatto, anche con la nuova proprietà, dopo l’ingresso di Invitalia, non è cambiato nulla: hanno interrotto le relazioni con il sindacato”, ha attaccato.

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