Tra il 20 gennaio e lo scorso 31 ottobre l’amministrazione di Joe Biden ha concesso più licenze di trivellazioni petrolifere rispetto a Donald Trump. In tutto 3.019 nuovi permessi, una media di 332 al mese, cifre superiori a quelli della precedente amministrazione. Non solo, l’agenzia del governo Bureau of Land Management ha rinnovato 18 contratti di locazione per altrettante miniere di carbone, consentendo la prosecuzione delle estrazioni per almeno un altro decennio. Sono state anche accolte 13 richieste di riduzione delle royalties che le miniere di carbone pagano al governo federale per operare su terreni pubblici. Lo scrive il quotidiano statunitense Washington Post in un articolo a cui ha contribuito Type Investigations. La scorsa settimana il governo statunitense ha tenuto un’asta per l’assegnazione di nuove licenze per la ricerca di giacimenti nel golfo del Messico (da cui proviene circa il 15% del petrolio prodotto negli Usa) nella acque prospicienti Texas e Louisiana. I lotti assegnati coprono un’area di mare grande due volte la Florida.

Durante il vertice globale sul clima Cop26 che si è concluso a Glasgow lo scorso 12 novembre il presidente Joe Biden ha promesso che gli Stati Uniti avrebbero “dato l’esempio” agli altri paesi in fatto di riduzione di emissioni di Co2 e lotta ai cambiamenti climatici. Carbone e petrolio sono le due fonti fossili più inquinanti e secondo l’Agenzia internazionale dell’energia gli investimenti in questi combustibili dovrebbero azzerarsi immediatamente per rendere possibile il raggiungimento dell’obiettivo di contenere entro gli 1,5 gradi l’aumento medio della temperatura globale rispetto ai valori pre-industriale. Come candidato, Biden aveva promesso che avrebbe posto fine alle nuove autorizzazioni l’estrazione di petrolio e gas su terre e acque pubbliche.

All’inizio del mandato Biden aveva sospeso la locazione di terreni pubblici all’industria degli idrocarburi in attesa di una revisione delle strategie energetiche del paese. la decisione è stata impugnata da alcuni stati che temevano i contraccolpi sul settore e i giudici hanno dato loro ragione. La Casa Bianca a questo punto ha mollato il colpo, decidendo di non impugnare la pronuncia sebbene non mancassero importanti argomenti a suo favore. Non solo, a quanto risulta, sulle nuove licenze non è stata imposta nessuna particolare limitazione in fatto di emissioni, cosa che invece sarebbe nelle prerogative del governo. Secondo diversi esperti l’Esecutivo statunitense avrebbe comunque a disposizione strumenti normativi per bloccare le nuove licenze di trivellazione.

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