Non possono ancora cantare vittoria, ma intravedono la speranza di mantenere fino a fine anno scolastico il loro posto di lavoro i 30mila Ata (collaboratori scolastici e amministrativi) del cosiddetto contingente Covid che fino a qualche giorno fa temevano di essere licenziati a partire dal primo gennaio. Nelle ultime ore è arrivata la conferma che il governo ha intenzione di trovare una soluzione anche per loro, oltre che per i docenti, per prorogare il contratto fino a fine giugno.

La prima ad annunciare questa notizia a metà della scorsa settimana è stata la sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia, nel corso di un’interrogazione parlamentare alla Camera dei Deputati: “So, da donna di scuola, quanto sia importante il lavoro del personale tecnico-amministrativo. Tutte le iniziative per mettere in sicurezza le scuole non avrebbero prodotto i risultati che hanno prodotto senza il contributo del personale Ata. In Legge di Bilancio abbiamo rinnovato le risorse per i docenti fino al 30 giugno: ora è nostra volontà mettere in essere ulteriori iniziative per prorogare anche i contratti dell’organico Covid per gli Ata, prorogati attualmente fino al 31 dicembre, perché siamo coscienti che contribuiscono a garantire la sicurezza nelle scuole, molto importante in questo periodo”.

I sindacati hanno immediatamente rilancio queste parole, chiedendo una conferma dal ministro di viale Trastevere, Patrizio Bianchi. Se Flc Cgil, Uil, Snals e Gilda giovedì mattina scorso hanno scelto di non partecipare all’incontro con il professore ferrarese proclamando lo stato di agitazione, Maddalena Gissi, segretaria nazionale della Cisl, si è seduta al tavolo con l’Anief e l’Associazione nazionale presidi per chiedere al governo impegni precisi su questa partita. Dal canto suo Bianchi nel suo intervento, una volta sottolineato che l’incontro sia stato richiesto e convocato prima che venisse dichiarato lo stato di agitazione, ha poi riferito di avere sottoposto ai gruppi politici di maggioranza, riscontrando piena convergenza, alcune proposte da tradurre in precisi emendamenti, tra cui quella di estendere la proroga per tutti i contratti stipulati sul cosiddetto organico Covid, compresi quindi quelli del personale Ata.

In totale 20mila docenti e 30mila collaboratori e addetti alla segreteria potranno così continuare il lavoro che stanno facendo da settembre. Cifre ben diverse da quelle messe in campo lo scorso anno dall’ex ministra Lucia Azzolina (25mila maestri e professori e 50mila collaboratori scolastici per tutto l’anno) ma comunque indispensabili per i dirigenti scolatici che in questi mesi sono riusciti a governare i loro istituti grazie a questo incremento di risorse umane. Per poter gestire ingressi e uscite scaglionate, controllo del green pass, pulizie più accurate, infatti, sono state fondamentali queste persone che sono state aggiunte extra organico in una situazione di emergenza.

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