E’ inutile giraci intorno, ci sono fatti oggettivi che non possono essere negati: Matteo Renzi sta subendo da anni una vera e propria caccia alle streghe. Il tutto senza il minimo rispetto delle elementari regole, in materia non solo della privacy ma soprattutto dei principi costituzionali.

Partiamo da un fatto oggettivo: Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una tabella dove si riportano i movimenti del conto corrente bancario del Senatore Renzi. Le domande sono molteplici. Per prima cosa, bisogna chiedersi da dove arrivino questi dati privati e la risposta è univoca: dalle indagini riguardanti la fondazione Open. Come se non bastasse anche oggi vengono pubblicate informazioni relative alle email e chat private dell’allora Premier Renzi. Tutte informazioni non penalmente rilevanti.

Dette indagini, coperte dal segreto istruttorio, sono arrivate alla fase del cosiddetto “avviso conclusione indagini”. E’ bene anche precisare che il codice di procedura penale prevede all’art. 114 il caso in cui la documentazione delle indagini non sia pubblicabile anche dopo il venir meno del cosiddetto segreto istruttorio. Come nel caso di specie. Ma in ogni caso, non vi è ancor una richiesta di rinvio a giudizio, questo verrà eventualmente deciso in seguito. Si potrebbe anche avere una richiesta di archiviazione.

Chi può conoscere questi documenti relativi alle indagini? Gli avvocati degli indagati (non ancora imputati) e la Procura. Bene, preso atto di questo la successiva domanda è: chi ha passato gli atti di indagine a Il Fatto Quotidiano? A Voi la risposta. Difficile, però, immaginare che gli avvocati degli indagati abbiano passato i documenti al giornale.

Ora, il primo problema è questo. E’ normale, in uno Stato definito di Diritto, ossia soggetto al rispetto delle norme, che degli atti privati e di indagine finiscano pubblicati in un giornale? Il tutto ben sapendo che gli estratti conto di Renzi non erano oggetto di indagine e che soprattutto nulla avevano di illecito. Ed è bene ricordare che la dichiarazione dei redditi è pubblica ma è ben differente da un estratto conto, non solo per la questione della privacy ma anche per tutta una serie di dati sensibili.

Detto ciò, allora, qual è lo scopo ossessivo di pubblicare qualsiasi notizia riguardante Renzi e arrivare sino a superare ogni limite non solo di decenza ma anche di rispetto delle più normali regole processuali e civili? Il tutto con un dovuto paragone. Avete mai letto gli estratti conto di altri politici o giornalisti indagati? Avete mai letto gli estratti conto di boss mafiosi o altri delinquenti? Avete mai letto gli estratti conto di Domenico Arcuri, Massimo D’Alema, Giuseppe Conte o altre persone indagate per reati realmente commessi e accertati?

La risposta è no.

Il caso di Renzi sta diventando emblematico, si è arrivati a fare addirittura un processo politico in tribunale, perché è utile sapere che la Procura chiederà di sentire per l’accusa Pier Luigi Bersani e Rosy Bindi. Ma la verità è che di penalmente rilevante non c’è nulla, c’è solo una persecuzione contro un politico, e si usano mezzi in completa violazione dei principi democratici.

Non vedere queste cose è gravissimo e intellettualmente disonesto. Quello che accade oggi, se tollerato, potrà accadere a tutti, immaginatevi. Basta una semplice indagine per poi vedervi pubblicato su un giornale amico qualsiasi cosa della vostra vita privata: nulla di penalmente rilevante ma solo utile a gettare ombre o fango su di Voi.

Se fosse accaduto a un giornalista o a un altro politico avremmo avuto sommosse popolari ma accade al capro espiatorio di tutti i mali o meglio a colui che ha tolto la poltrona a molti.

E’ per questo motivo che non si può far finta di nulla: in un Paese civile il Presidente della Repubblica, Il Presidente del Consiglio e il Ministro della Giustizia devono farsi sentire, far finta di nulla non è più tollerabile.

Occorre ripristinare lo Stato di diritto e il rispetto delle Istituzioni, continuare con l’odio e la prevaricazione non può più essere permesso o si rischia l’anarchia giuridica. Non può esserci Stato serio se si continua ad andare avanti così, non può essere permesso solo perché è un politico nemico di turno.

I cittadini tutti devono essere uguali davanti alla legge. E’ ora di finirla, superare il limite non può essere giustificato a simpatia o a colore politico: chi ha la responsabilità deve agire ed esporsi, far finta di niente non aiuterà il processo di civiltà. Tutto questo accanimento non fa altro che danneggiare l’Italia, costretta a subire discussioni e demonizzazioni delle persone e mai ad ascoltare dibattici sui temi sociali e utili al Paese. Quotidiani e TV che fanno solo gossip e campagne di parte.

Uno schifo totale, è il momento che Mattarella dica con forza la parola fine.

***

Risposta del direttore Peter Gomez

Caro Viola, comincio a dubitare che tu sia un avvocato. Ho spiegato in un lungo commento sugli interventi di Carlo Calenda perché il contenuto degli atti depositati e non più segreti sia pubblicabile ai sensi dell’art. 114 comma 7 del codice di procedura penale. Al termine di questa mia breve risposta lo troverai di nuovo pubblicato. Qui, ad uso e consumo tuo e di chi fa finta di non capire, ricordo che Consulta e Cassazione hanno più volte specificato quale sia il significato della parola “contenuto”. Anche facendo degli esempi: uno di questi è particolarmente efficace. È come se tu, dopo aver letto un libro o aver visto un film, lo raccontassi ai tuoi amici. Vedi Via Col Vento? Ne illustri la trama, i personaggi, le fasi per te salienti e in qualche caso ricordi pure i dialoghi che ti hanno più colpito. Ad esempio la frase: domani è un altro giorno e si vedrà. La ratio per cui ciò è consentito la illustro nell’articolo che leggerai qui di seguito.

In questa fase del procedimento è invece solo vietato pubblicare gli atti integralmente o per estratto. Quindi stiamo parlando di una cosa diversa.
Gli elenchi di finanziamenti ricevuti (e non gli estratti conto) dei vari personaggi che tu citi, da Conte ai giornalisti, non li abbiamo fin qui letti perché finora non risulta che siano stati depositati agli atti di qualche indagine. Se ciò avvenisse e fossero una notizia li pubblicheremo così come abbiamo pubblicato il contenuto degli atti di indagini riguardanti Virginia Raggi, il Pd, la Lega e il Movimento 5 stelle e tanti altri esponenti politici. Elenchi di versamenti e estratti conto, sono comunque stati già spesso pubblicati durante Mani Pulite, le indagini sui bilanci Mediaset e molte altre inchieste per mafia. Ciò che tu affermi è dunque non vero.

Per il resto ti rimando alla mia risposta a Calenda.

Un caro saluto,
Peter

Ps: Mattarella al contrario di te conosce codice, sentenze e sopratutto è custode della democrazia e della libertà di stampa.

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Grazie, Peter Gomez

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