Erano tutti lì soprattutto per lui, Travis Scott, pseudonimo di Jacques Berman Webster II, noto anche come La Flame o Cactus Jack, rapper e produttore discografico statunitense. È stato proprio lui a fondare il festival musicale Astroworld, a Houston, in Texas, e a richiamare lì 50mila persone per un mega concerto evento dopo lo stop imposto dalla pandemia. Nessuno poteva immaginare che quella che doveva essere una grande festa si sarebbe trasformata in una tragedia costata la vita ad otto persone, molte delle quali giovanissime.

La storia di Travis Scott inizia nel 2013, quando firma un contratto discografico con la Grand Hustle Records di T.I., pubblicando gli album Rodeo (2015) e Birds in the Trap Sing McKnight (2016) e riscuotendo ampio successo nelle classifiche statunitensi ed internazionali. Segue la pubblicazione degli album collaborativi con Quavo, Huncho Jack, Jack Huncho (2017), e l’album numero uno della Billboard 2020 JackBoys (2019) con il collettivo Cactus Jack. Nel 2018 pubblica il terzo album da solista, Astroworld, che esordisce alla prima posizione di numerose classifiche internazionali e ottiene il plauso della critica musicale, tra cui la nomina ai Grammy Awards 2019 come miglior album rap.

Il quarto album Utopia è previsto nel 2021. Nel corso della carriera ha collaborato con numerosi artisti hip-hop e contemporary R&B, tra cui Kanye West, Kendrick Lamar, Drake, 2 Chainz, Jay-Z, The Weeknd, Stevie Wonder, John Legend, Alicia Keys, SZA e Ella Mai, ma anche esponenti provenienti da altri generi musicali, come Rosalía, Ed Sheeran, Calvin Harris e Justin Bieber. In qualità di produttore, ha lavorato insieme a Madonna, Rihanna, Big Sean e i Migos. Nominato otto volte ai Grammy Award e vincitore di un Latin Grammy Awards, ha raggiunto il successo dalla seconda metà degli anni 2010,vendendo oltre 45 milioni di copie tra singoli e album negli Stati Uniti d’America.

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