Il deputato Elio Vito, con una lettera a Silvio Berlusconi, lascia gli incarichi interni a Forza Italia dopo che il suo partito ha votato al Senato a favore della pregiudiziali sul ddl Zan che hanno bloccato l’iter della proposta di legge per il contrasto all’omotransfobia. “Per coerenza con le mie convinzioni, che mi portarono a votare a favore della proposta di legge alla Camera, quando pur nella posizione contraria del Gruppo, fu garantita comunque la possibilità di votare secondo coscienza, a malincuore rimetto l’incarico che mi hai affidato”. Vito quindi si dimette da responsabile del Dipartimento Difesa e sicurezza di Forza Italia.


“Tempo fa – si legge nella lettera che Vito ha postato su Twitter – mi hai onorato della nomina a responsabile del Dipartimento Difesa e sicurezza di Fi. Ma su un tema che riguarda anche la sicurezza (le cronache di questi mesi sono purtroppo pieni di episodi di violenza ai danni di persone Lgbt, picchiate perché camminavano a mano nella mano, si baciavano, portavano una borsa arcobaleno), Forza Italia ha manifestato, anche nei pochi voti che ci sono sin qui stati al Senato, la sua contrarietà; mi riferisco al ddl Zan, che contrasta proprio odio, discriminazioni e violenze”.

Alla Camera dei deputati, Vito era stato uno dei cinque parlamentari di Forza Italia a dissociarsi dalla linea del partito, votando a favore del disegno di legge Zan. Oggi l’ex ministro e deputato resta nel centrodestra uno dei difensori più convinti del testo di Alessandro Zan, posizione che l’ha spinto già negli scorsi mesi anche a contestare apertamente la linea del partito e soprattutto di Berlusconi. Nella sua lettera al leader di Fi, Vito insiste sul fatto che il ddl Zan “non limita affatto le libertà di espressione e di opinione, che sono tutelate dalla Costituzione“. “Naturalmente – osserva ancora il parlamentare – ogni legge è perfettibile e tentativi di miglioramento del testo sono sempre apprezzabili. Però noi abbiamo votato pregiudiziali e sospensive, dopo mesi di ostruzionismo in Commissione, per impedire l’esame”.

Vito rivendica la matrice liberale di Forza Italia: “Infine, mi sia consentito di aggiungere che la sacrosanta rivendicazione della nostra vocazione europeista della nostra appartenenza al Ppe, potrebbe essere contraddetta con il contrasto che stiamo manifestando al ddl Zan, proprio mentre Ursula von der Leyen guida l’Europa contro le leggi anti Lgbt di Polonia ed Ungheria“, sottolinea infatti il deputato chiudendo la sua lettera.

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