Giulio Gaetani è un atleta della Federazione Nazionale di Scherma. Nato nel luglio del 2000, ha vinto la Coppa del Mondo di spada under 20 nella stagione 2019 -2020. È anche diabetico. Per questo motivo, nonostante la sua carriera sia di alto livello, non può accedere ai corpi armati dello Stato. Come invece fanno, di norma, molti sportivi impegnati a competere su scala europea e mondiale: la loro disciplina diventa così un lavoro, perché l’arma di cui fanno parte li sostiene economicamente e consente loro di allenarsi. “È come se fossi in un limbo. Non posso avere accesso a uno stipendio per via della mia malattia, ma al tempo stesso non sono equiparato a un paralimpico: non sono invalido”, spiega Gaetani. Il primo ostacolo per i diabetici su questo fronte ha radici lontane, in un regio decreto del 1933. Stabilisce che i pazienti affetti da questa patologia non sono idonei ad accedere alla Marina Militare. Più di recente, a normare la loro esclusione è il Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, pubblicato in Gazzetta ufficiale nel giugno del 2010. Nel 2020, l’autorizzazione è stata invece estesa anche agli atleti paralimpici, come voluto dai decreti attuativi inseriti nella cosiddetta Riforma dello Sport annunciata dall’allora ministro Vincenzo Spadafora (Legge Delega 86/2019).

“Ma io mi alleno come tutti gli altri. Sono aiutato dal mio staff, dal diabetologo che mi è stato assegnato a Torino (dove si allena, ndr) e dal medico federale”, prosegue Gaetani. “Già nel 2017 avevo partecipato a un bando per entrare nel corpo dei carabinieri. Sono arrivato primo in graduatoria, ma sono stato scartato a causa del diabete. Più di recente – 2021 – mi sono candidato per entrare nell’Esercito: è successa la stessa cosa. Primo posto, ma giudicato poi non idoneo“. Giulio si è rivolto alla Federazione Diabete Giovanile, che dal 1981 riunisce le associazioni di 13 regioni italiane e lavora per migliorare le condizioni socio-sanitarie dei bambini e dei giovani con diabete. Insieme hanno fatto ricorso al Tar, come previsto dal bando stesso in caso di esclusione dalla graduatoria finale, e sono in attesa della sentenza. Hanno inoltre avviato una petizione su Change.org. “Pensiamo che l’idoneità debba essere valutata nello specifico per quello che una persona deve fare, non in generale”, spiega il presidente di Fdg Antonio Cabras. “Tutti siamo idonei o non idonei a fare delle cose. Anche chi è completamente sano”. Con la petizione si richiede “l’annullamento degli atti, documenti, verbali, redatti dalla Commissione sulla cui base è stato formulato il giudizio di inidoneità e del D.M. 4 giugno 2014 (che recepisce quanto stabilito nel 2010 con il Testo unico, ndr) adottato dal Ministero della Difesa concernente l’ approvazione della direttiva tecnica riguardante l’accertamento delle imperfezioni ed infermità che sono causa di non idoneità al servizio miliare, e dei relativi allegati, relativamente alla parte in cui si dispone che rientrano tra i difetti del metabolismo glicidico ‘il diabete mellito di tipo 1 e 2’.” Le spese che Gaetani deve sostenere, inoltre, non sono poche: “Facciamo molte trasferte, solo in alcuni casi finanziate dalla Federazione. Per il resto devo pagarle di tasca mia. I gruppi sportivi da cui io sono escluso danno ogni mese una somma che è a tutti gli effetti uno stipendio“. Si tratta ora di aspettare, in attesa di capire se sarà possibile cambiare le cose. Per il momento, aspetta la risposta del Tar e cerca di spiegare la propria situazione a chi non la conosce: “Ed è una condizione che non riguarda solo me”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Vaccini, Miccio (Emergency): “In Paesi come Sudan e Uganda dosi coprono solo il 3% della popolazione. Disattese promesse di donazioni”

next
Articolo Successivo

È morto Gianni Rufini, grande esperto di questioni umanitarie e direttore di Amnesty Italia: una vita dedicata alla cooperazione

next