“Abbiamo più di 800 leggi tributarie, frutto di una disordinata stratificazione avvenuta nel tempo. Un fardello per i contribuenti e per i loro consulenti, ma anche per l’Agenzia delle Entrate. Il sistema, così com’è, assomiglia a una giungla in cui l’evasore riesce a nascondersi e l’onesto rischia di smarrirsi. Fare ordine e semplificare è la premessa per tutto il resto”. Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle entrate e presidente di Entrate-Riscossione, intervistato da La Stampa dà un giudizio positivo della legge delega sul fisco e anche della norma sulla privacy inserita nel decreto Capienze per dare più armi nella lotta anti evasione. Oltre ad anticipare che sulla cosiddetta lista Dubai acquistata dalla Germania ci sono “alcune centinaia di soggetti italiani“.

Per quanto riguarda il catasto, spiega Ruffini, “dobbiamo scattare una fotografia che restituisca un’immagine veritiera e corretta di tutti gli immobili presenti nel nostro Paese. Oggi ne abbiamo una vecchia: alcuni immobili non sono nell’inquadratura, altri hanno i contorni sfocati. E per centrare l’obiettivo è bene prendersi il tempo che serve: sono questioni da affrontare con tutta la accortezza e prudenza necessaria. Alla fine, però, avremo una grande operazione di trasparenza nel segno della completezza del sistema. Questo è il mandato del legislatore delegato. Nulla di più e nulla di meno”.

Quanto all‘integrazione Entrate-Riscossione, “aspettiamo che sia il legislatore a decidere modi e tempi. Già da qualche anno si è superato il modello Equitalia con la nascita dell’Agenzia entrate-Riscossione. La delega prevede una progressiva e sempre maggiore sinergia tra gli enti, una semplificazione dei sistemi, un risparmio di risorse e servizi più semplici ai cittadini. Ma nella delega c’è anche un’apertura al superamento dell’aggio che era il prezzo che il cittadino pagava quando la riscossione era in mano ai privati“. Nulla però si dice su come gestire i mille miliardi di magazzino arretrato, in gran parte irrecuperabile. Per Ruffini il condono sulle cartelle fino a 5mila euro “consentirà di smaltire una fetta delle giacenze. Eventualmente altre misure potranno essere valutate dal Parlamento e dal governo (…) Al tempo stesso non deve passare il messaggio che non pagare convenga e scoraggiare chi è sempre stato in regola”.

A proposito della norma inserita nel decreto capienze, che scavalca il Garante della privacy spianando la strada all’incrocio delle banche dati in chiave anti evasione, Ruffini dice che “l’intervento è certamente utile non solo per l’Agenzia ma anche per tutte le amministrazioni pubbliche perché consente il trattamento dei dati personali dei cittadini tutte le volte che si devono raggiungere obiettivi di pubblico interesse. La novità è che da adesso ogni amministrazione volta per volta potrà affermare di dover utilizzare i dati dei cittadini in suo possesso per perseguire un determinato interesse pubblico. Non sarà quindi necessario che lo preveda il legislatore volta per volta. Questo non vuol dire violare la privacy dei cittadini, ma solo avere procedure più snelle e semplificate”.

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