di Carlo Schettino

Da alcuni mesi mi occupo di sistemi di gestione ambientale e della sicurezza. Stiamo parlando di norme e sistemi che le aziende applicano in modo autonomo, al fine di rispondere alle esigenze organizzative dell’impresa con un metodo di controllo e miglioramento continuo e di adempiere sistematicamente alle imposizioni normative anche molto severe.

I sistemi di Gestione, attraverso un’organizzazione di validazione piramidale e internazionale, applicano standard stringenti in termini di procedure e istruzioni al fine di raggiungere gli obiettivi a cui sono destinati. L’esempio più noto è il sistema della qualità (ISO 9001), ma ne esistono di analoghe nella gestione dell’impatto ambientale (ISO 14001) e della sicurezza sul lavoro (ISO 45001); quest’ultima è tra le più presenti nei sistemi aziendali, poiché riguarda argomenti estremamente delicati come la salute dei lavoratori.

Le norme imperative prodotte dallo Stato e che regolano questi campi sono in continuo aggiornamento e implementazione e richiedono figure professionali dai requisiti molto elevati di formazione (forse si potrebbe pretendere di più), perché si occupano di materie sottoposte al vaglio continuo di organi scientifici e di validazione con strumentazione di alto profilo. Sebbene gli obblighi normativi non impongano espressamente l’adozione di sistemi di Gestione (ma siano citate le norme tecniche), la combinazione dei due è naturale poiché la prima (la Gestione) favorisce l’applicazione della seconda (la normativa). Le norme che regolano il campo dell’Ambiente e della Sicurezza sono rispettivamente il Testo Unico dell’Ambiente (DL 152/2006) e il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (DL 81/2008).

Recentemente mi sono soffermato su una riflessione. Perché lo Stato producendo una legge che individui Enti di controllo e responsabilità, che normi nel dettaglio migliaia di operazioni e centinaia di campi di applicazione, non provvede a fornire anche gli strumenti digitali (informazioni e adempimenti) al fine di facilitare l’assolvimento di obblighi anche molto gravosi per le imprese o per il cittadino?

Un esempio è il portale dell’Inail. Il Testo Unico espressamente cita le buone pratiche che, prodotte da Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) e Ispema (Istituto di previdenza per il settore marittimo) e oggi incorporate in Inail, avrebbero potuto essere diffuse e utilizzate soprattutto dalle piccole imprese, le quali avrebbero potuto avvalersi di strumenti, approvati da enti di verifica e certificazione “cogente” e verifica amministrativa, per attagliare alle loro esigenze i requisiti di sicurezza previsti e riconosciuti dallo Stato. Se provate a reperire sul sito dell’Inail tali procedure, non le troverete.

Recentemente si lamentava un fabbisogno di “ispettori” molto elevato al fine di poter effettivamente condurre ispezioni sulle migliaia di imprese che affollano il nostro sistema economico. Considerazione che allo stato dell’arte può sembrare ragionevole, ma che a una più attenta analisi, risulterebbe laconica. Se invece le imprese (che sono costrette a iscriversi all’Inail o a versare i contributi assicurativi secondo schemi obbligatori) potessero anche riversare nei sistemi Inail le proprie organizzazioni sulla Salute e Sicurezza, e soprattutto se questa o altra Organizzazione dello Stato producesse le norme aggiornate e i formulari, le indagini, i questionari e le risk assessment analysis previsti, quale Ente di Verifica, si potrebbero effettuare meno controlli?

E avere anche più informazioni? Utilizzando infatti le buone pratiche, prodotte da Essa stessa in collaborazione con le imprese e con le Università e centri di ricerca nazionali e privati, si potrebbe ottenere una riduzione delle complessità, un aumento delle adesioni e un miglioramento della gestione complessiva del Sistema Paese? Potrebbe quindi contribuire a una migliore prevenzione?

Allora chiedo, quando ci parlano di “digitalizzazione della Pa” a cosa esattamente si riferiscono? Sarebbero ben spesi i soldi del Pnrr se si provvedesse a miglioramenti “sistemici” di questo tipo?

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