Cori, striscioni e una tenda montata di fronte al ministero dello Sviluppo economico. I lavoratori Whirlpool della sede napoletana sono andati a Roma per chiedere ancora una volta lo stop alla procedura di licenziamento, dopo che la multinazionale ha confermato in più occasioni che la fabbrica sarà chiusa. I lavoratori sono andati in corteo dalla stazione Termini fino al ministero dello Sviluppo economico e una delegazione si è incontrata con alcuni esponenti governativi. “Come sarebbe una vita senza Whirlpool? – racconta Carlo, un lavoratore – Sarebbe difficile, dovrei dire ai miei figli che non posso più dargli da mangiare. A 48 anni non so che fare. È una guerra”. “Siamo qui per chiedere al Governo di interrompere il procedimento per i licenziamenti e far rispettare gli accordi”, dice invece Benedetto, un altro lavoratore.

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