“Vi chiedo di valutare la possibilità di regolare l’accesso a cinema, teatri e sale da concerto e la partecipazione a spettacoli dal vivo prevedendo, per gli spettatori, il requisito del possesso di “green pass” valido e, fermo restando l’obbligo di indossare la mascherina per la durata dell’evento, di considerare altresì la possibilità di rivedere le misure di distanziamento interpersonale, consentendo un più ampio uso delle capienze degli spazi”. Il giorno dopo la presa di posizione di Mahmood e due giorni dopo lo sfogo di Cosmo, il ministro della Cultura Dario Franceschini batte un colpo. E in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi e al titolare della Salute Roberto Speranza chiede di tornare man mano – e ovviamente in sicurezza – alla piena capienza degli spazi destinati agli spettacoli. Alla presa di posizione si unisce il sindaco di Milano Beppe Sala, che chiede “di dare finalmente ascolto a un settore che è in pratica fermo da quasi due anni e che chiede semplicemente di poter tornare a fare il proprio lavoro”.

Franceschini nella sua lettera cita l’ordine del giorno a prima firma Nitti, approvato oggi dal governo, che impegna l’esecutivo “a valutare, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica, gli effetti applicativi anche al fine di prevedere attraverso successive iniziative normative, con l’adozione del green pass, il superamento dell’attuale contingentamento delle capienze per gli spettacoli sia all’aperto che al chiuso fino al 100% delle capienze”. Contingentamento che non è più previsto, per esempio, sui mezzi di trasporto a breve e lunga percorrenza.

Sala ha aperto a sua volta alle richieste degli artisti dopo aver ricevuto a Palazzo Marino una delegazione del coordinamento milanese di KeepOn Live, l’associazione di categoria che comprende live club e festival italiani. “A questo punto della campagna vaccinale e dopo che il Governo ha introdotto una serie di misure di contenimento dei contagi che permettono agli italiani, ad esempio, di poter andare allo stadio o di potersi sedere in un ristorante al chiuso grazie al Green Pass, – ha spiegato Sala in un post sulle sue pagine social – credo sia giunto il momento di dare finalmente ascolto a un settore che è in pratica fermo da quasi due anni”. Secondo il primo cittadino “è il momento di riaprire questi luoghi e renderli di nuovo accessibili al pubblico. Il punto di partenza dev’essere, come sempre, la sicurezza. Le regole sulla capienza devono essere equilibrate, evitando sia il ‘liberi tutti’ sia eccessive restrizioni, che renderebbero insostenibile la gestione economica da parte dei proprietari”.

“Riaprire questi luoghi con regole chiare e uguali per tutti rappresenta un presidio di sicurezza sia sociale sia sanitaria. Quest’estate abbiamo letto numerosi articoli di giornale in tutta Italia sulla presenza di ‘ritrovi abusivi’, all’aperto e al chiuso, senza nessun distanziamento e senza nessuna limitazione nell’accesso ai locali. Bisogna tornare, invece, a fare le cose per bene”, continua Sala. Per questo da Milano “lanciamo un appello alle altre istituzioni affinché si affronti la questione con urgenza. Non è più il momento dei dibattiti, è il momento della decisione. – ha concluso – Da parte nostra c’è la massima disponibilità a collaborare per individuare insieme le forme migliori per far ripartire il settore”.

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