Sayed Sadaat ha 49 anni ed era il ministro delle Comunicazioni in Afghanistan, sotto il governo del presidente Ashraf Ghani. Ha rinunciato all’incarico nel 2018 in disaccordo “con i membri della cerchia del presidente”, dice lui stesso a Reuters. E nello scorso dicembre ha abbandonato il Paese emigrando in Germania. Ora Sadaat lavora come rider di JustEat a Lipsia. Negli ultime settimane, la sua storia ha suscitato l’interesse internazionale dopo il caos scoppiato in Afghanistan e la presa di potere da parte dei Talebani, che ha spinto tantissimi cittadini afghani a lasciare la loro terra per migrare in cerca di migliori condizioni di vita.

“I primi giorni sono stati emozionanti ma difficili”, racconta Sadaat a Reuters mentre sale sulla sua bicicletta vestito con la sua uniforme arancione. Sadaat ha un doppio passaporto britannico-afghano e avrebbe potuto scegliere il Regno Unito come Paese in cui ricominciare la propria vita dato che ci aveva già vissuto per qualche tempo. Ma la Brexit ha complicato le cose. Da qui la scelta di emigrare in Germania. “Volevo avere un futuro economicamente migliore e una mansione importante nel settore delle telecomunicazioni e dell’informatica”, dice l’ex ministro. Ma nonostante il suo curriculum di altissimo profilo, che conta anche due diplomi in quei settori, Sadaat ha faticato a trovare un lavoro in linea con le sue aspettative, che fossero nel campo delle telecomunicazioni o in ambiti analoghi. Così, ha dovuto ripiegare sul lavoro di fattorino per necessità. E intanto spera che i suoi famigliari e amici ancora in Afghanistan riescano a salire su uno dei voli organizzati per evacuare i civili dal Paese o trovino il modo di lasciare la loro terra conquistata dai Talebani.

“La lingua è l’aspetto più importante” per lavorare in Germania, rivela Sadaat, che così ha deciso di frequentare una scuola di lingua tedesca e, nel mentre, iniziare a lavorare per Leferando – la compagnia tedesca targata JustEat – consegnando cibo a domicilio per sei ore al giorno. All’inizio, la parte più difficile è stata cavarsela in sella a una bici nel mezzo del traffico cittadino, dice Sadaat a Reuters, ma “più ci vai e più conosci persone, più impari”, aggiunge. E risponde alle critiche che nei mesi ha ricevuto dall’Afghanistan per aver iniziato a lavorare come rider dopo aver servito il proprio governo: “Non ho nulla per cui sentirmi in colpa. Spero che altri politici seguano la stessa strada, lavorando con il pubblico piuttosto che nascondersi”.

La foto in evidenza è uno screenshot del videoservizio realizzato da Reuters

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