Per i turisti è una pacchia. Selfie, foto, piedi nudi nell’acqua, addirittura bambini che simulano i giochi da piscina e nuotano. L’acqua alta che arriva d’agosto è evento inconsueto, a suo modo un’attrattiva in più per Venezia. Sabato 7 agosto, il livello annunciato a 105 centimetri sul medio mare, in realtà si è fermato appena sotto il metro. Il fenomeno è durato dalle 21.30 alle 22.30, ma è stato sufficiente perché il 5 per cento della città finisse in ammollo. La sera precedente si era arrivati a 90 centimetri. In quel ventesimo del centro storico allagato con una quota di un metro c’è sempre piazza San Marco, che è uno dei punti più bassi della città. Lo testimoniano i video girati dai turisti che hanno accolto con curiosità il salire della marea. Ripercorrendo le statistiche dei precedenti, negli ultimi dieci anni l’acqua alta di un metro si è verificata in agosto soltanto quattro volte: il 30 agosto dello scorso anno, nel luglio 2014, e due volte a giugno, nel 2020 e nel 2016 (con un record di 117 centimetri). L’estate è da sempre un periodo che non crea problemi ai veneziani, ma ci sono le eccezioni come questa.

Massimo Milanese, direttore del Caffè Lavena che si trova in piazza, a poche decine di metri dalla Basilica, ha dichiarato: “Ormai il meteo è un po’ pazzo e per questo inaffidabile. Noi siamo nell’ala più delicata della piazza, facilmente esposti all’acqua alta. Il 6 agosto abbiamo montato le paratie per salvarci e abbiamo chiuso in anticipo, smontando il plateatico prima che arrivasse la massima. Il 7 agosto, nonostante sia sabato e ci sia un po’ di movimento, abbiamo chiuso alle 21.30. Siamo diventati un acquapark, con i turisti attratti dalle pozzanghere sotto il campanile e dagli zampilli d’acqua dai tombini. Giocano e ci saltano come fossero alle giostre”.

A soffrire in modo particolare è la Basilica di San Marco. I pavimenti con gli splendidi mosaici hanno all’incirca 900 anni, sono delicatissimi e soffrono il salso dell’acqua di mare. La costruzione della chiesa attuale cominciò nel 1063, con il doge Domenico Cantarini. La consacrazione avvenne nel 1094. Le decorazioni a mosaici dorati hanno richiesto un secolo di lavoro e furono quasi completati alla fine del XII secolo. Il nartece che si trova sul fronte della Basilica e che è uno dei punti che si allaga per primo, fu costruito alla metà del Duecento.

San Marco è indifesa dalle acque alte. Fino a 88 centimetri funziona un sistema interno di canali, valvole e pompe, che impedisce la risalita dai canali. Ma oltre quella quota l’acqua comincia ad entrare dalla Piazza. Ed è quello che è avvenuto anche il 6 e 7 agosto, ma per la mezzanotte dell’8 agosto si prevede di arrivare ancora a 90 centimetri. “La situazione è drammatica – ha dichiarato il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin – e adesso l’acqua alta arriva anche d’estate. È da tre anni che abbiamo presentato il progetto, bastano tre milioni di euro, ma è tutto bloccato: è una situazione kafkiana, per essere buoni”.

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