Estendere l’obbligatorietà del Green Pass anche ai ristoranti al chiuso così da garantire il contenimento dei casi e, al contempo, incentivare le vaccinazioni. È questa la posizione del Comitato tecnico scientifico, in particolare del suo coordinatore e presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Franco Locatelli e dell’immunologo Sergio Abrignani. In due diverse interviste rilasciate a Repubblica e al Corriere della Sera, i due esperti hanno fatto un’analisi della situazione attuale della pandemia di Covid, spiegando come sia fondamentale intensificare la campagna vaccinale. ”Credo che vadano fatte scelte per contrastare la ripresa della circolazione virale. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, è una strategia inevitabile. A titolo personale, dico che va considerato seriamente anche il Green Pass per mangiare al chiuso nei ristoranti. Peraltro, chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con più tranquillità sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato”, ha detto Locatelli.

Non bisogna pensare che tutto sia finito, ma “correre a vaccinarsi se non lo abbiamo ancora fatto. Essere accorti nei comportamenti e nel programmare le nostre vacanze per non esporci al rischio di ritrovarsi in situazioni difficili da gestire”, gli ha fatto eco Abrignani. “L’esperienza di Paesi dove la variante Delta ha preso a diffondersi un mese prima dell’Italia ci indica che il Covid potrebbe essere declassato a un’influenza con un semplice gesto – aggiunge – se tutta la popolazione si sbrigasse a vaccinarsi il rischio di piangere altri morti diventerebbe insignificante”, spiega ancora l’immunologo.

Abrignani è per l’obbligo vaccinale “ma ci vorrebbe una legge ad hoc che porterebbe con se polemiche infinite. Invece serve compattezza. Ecco allora che una forma di obbligo indiretto come lo strumento della certificazione verde appare un buon compromesso. Non c’è coercizione però se vuoi partecipare a eventi e occasioni pubbliche devi munirti del biglietto”. Abrignani condivide “l’impostazione del presidente francese Macron. Da noi bisognerà ispirarsi a quel modello”. Quanto alla ripresa della scuola, ”come Cts abbiamo chiesto di incentivare al massimo la vaccinazione del personale scolastico – conclude Locatelli -. Ma non possiamo decidere noi di renderla obbligatoria, deve farlo la politica, viste le implicazioni anche sociali di una scelta come questa. L’importante è eliminare le disparità nelle percentuali di vaccinazione, alcune regioni sono avanti nelle coperture, altre hanno percentuali più basse e devono recuperare in fretta questo gap. La priorità è far ripartire la scuola”.

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