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La Russa contro la Flotilla: “Propaganda a basso rischio. Se hanno la fortuna di essere fermati gridano poi alla tortura”

L'affondo della seconda carica dello Stato contro la Global Sumud Flotilla: "Essere fermati è il massimo a cui possono aspirare". Ma Piantedosi prova a smarcarsi: "Finire in carcere" in Israele "è sempre un rischio importante"
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Non sono bastati i racconti degli attivisti e neppure le immagini delle ferite sui loro volti e i loro corpi. Per il presidente del Senato Ignazio La Russa, in realtà, tutti loro hanno solo avuto “fortuna“. La fortuna di essere stati fermati dagli israeliani così da potere “gridare” alla tortura.

L’affondo della seconda carica dello Stato contro la Global Sumud Flotilla arriva lunedì pomeriggio durante la presentazione a Milano del libro scritto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dalla giornalista Annalisa Chirico, “Dalla parte delle divise”. In una sala semivuota, La Russa si scaglia contro la missione umanitaria a Gaza: “Sono manifestazioni strumentali e propagandistiche a scarso rischio e a molto ritorno mediatico“. “Se poi – aggiunge – hai la fortuna che ti fermano per tre o quattro ore e puoi gridare che sei stato torturato… è il massimo che puoi aspettarti e a cui aspirare“.

Mentre la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per sequestro di persona e danneggiamento in relazione all’abbordaggio da parte delle autorità israeliane delle 22 barche dellaFlotilla avvenuto la notte del 29 aprile in acque internazionali al largo di Creta, dal presidente del Senato non arriva alcuna condanna all’intervento della marina israeliana.

Tutt’altro. La Russa aggiunge che “quando ci sono eccessi da parte di paesi, anche lo stesso Israele, allora fa bene l’Italia a protestare, ma questo non mi fa cambiare idea sulla natura di questa protesta. Che può provocare anche reazioni giuste e legittime ma non mi fa mutare il parere che siano iniziative a scarso rischio per i partecipanti e ad alta visibilità”, ribadisce. “Quanti palestinesi ha salvato le Flotilla? Quanti bambini sono rimasti in vita? Quanti israeliani hanno dovuto ricredersi sul fatto che siano altri a volere non la fine della guerra ma la scomparsa di Israele ‘dal fiume al mare’? Zero”, insiste l’esponente di Fdi.

Finito l’evento è lo stesso ministro Piantedosi a cercare di smarcarsi dalle dichiarazioni di La Russa: “È un rischio minimo finire in carcere in Israele? No questo no, finire in carcere è sempre un rischio importante, credo sia stata eloquente la posizione di Meloni e del governo italiano rispetto alla necessità di salvaguardare l’incolumità e tutta la sfera dei diritti che riguardano le persone che hanno fatto questa iniziativa”, ha dichiarato il titolare del Viminale. “Dopodiché – ha però aggiunto – quello che abbiamo detto è altrettanto vero, ma il governo italiano sta presidiando quello che sta avvenendo in Israele”.

Articolo in aggiornamento

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