di Iacopo Benesperi

Quanto successo ieri in casa Movimento 5 Stelle è una zappa sui piedi talmente enorme che entrerà nei libri di storia. Partiamo da un fatto: nessuno sa cosa sia successo di preciso, perché nessuno ha visto i famigerati documenti elaborati da Giuseppe Conte per la rifondazione del Movimento. Prendere le parti dell’uno o dell’altro è impossible, perché non è dato sapere. Questo, secondo me, è il problema di fondo del discorso di Beppe Grillo.

Grillo accusa Conte di non conoscere il M5s, di voler “personalizzare” un movimento orizzontale, in cui la base detta legge. Eppure… eppure con ciò che Grillo ha fatto finora è andato contro a tutto questo. Il problema non è nuovo: da quanto non si sente parlare per esempio di leggi proposte dagli iscritti portate in Parlamento in questa legislatura, sebbene il M5s sia sempre stato in maggioranza? Da quanto gli iscritti non sono chiamati a una discussione vera sui temi politici (diversa è l’organizzazione interna), piuttosto che una mera ratificazione di decisioni calate dall’alto, con quesiti spesso non neutrali? È evidente che la democrazia diretta ne ha di strada da fare ancora; per ora il suo dover bilanciarsi con il sistema democratico attuale le ha fatto fare passi indietro piuttosto che in avanti negli ultimi anni.

Nei fatti di questi giorni, è Conte che ha dimostrato trasparenza con la sua conferenza stampa pubblica (magari solo per convenienza, però va dato atto); è Conte che ha dato modo a tutti gli iscritti di sapere; mentre è Grillo quello che è rimasto stizzito perché Conte non ha lavato i proverbiali panni sporchi in casa, nonostante le sue dichiarazioni dei giorni precedenti fossero ormai sparse ai quattro venti (e non esattamente leggère). Che poi non è neanche lavare i panni in casa, ma direttamente dentro la stanza dei bottoni, che neanche dovrebbe esistere.

E allora… e allora, visto che negli ultimi anni, nel voler fare grandi balzi in avanti troppo in fretta, quello che si è ottenuto per lo più sono stati dei grandi scivoloni all’indietro per quanto riguarda la visione “visionaria” della democrazia diretta portata avanti dal M5s, non è forse meglio puntare su dei piccoli ma decisi passettini in avanti, poco a poco, anche se mischiati ad un mare di passi di lato e magari qualche inciampo? E non sarebbe meglio farsi aiutare in tutto ciò da una persona che sicuramente ha dimostrato di avere a cuore le sorti del paese e soprattutto dei “lasciati indietro”, che dovrebbero essere al centro dell’azione politica del Movimento?

Magari… magari ha ragione Grillo e Conte forse è la persona giusta per l’Italia, ma non per il Movimento. Personalmente, per esempio, sono d’accordo con Grillo sull’importanza della regola dei due mandati, perché il Potere corrompe e si è visto che gli eletti del M5s sono, sorpresa sorpresa, esseri umani e quindi non immuni al suo potere corruttore. Per quanto si debba dare loro atto di essere lì in prima linea tutti i giorni, spesso negli ultimi mesi ho sentito dichiarazioni di parlamentari più interessati alla propria carriera politica e al mantenimento della posizione acquisita piuttosto che alla politica utile al paese. Sicuramente si sono almeno in parte trasformati dai “portavoce” che erano, nei tanto inizialmente vituperati “onorevoli”.

Magari… magari. Perché questo è il punto. Possiamo solo dire magari, perché non è dato sapere. Questo è il problema fondamentale del discorso di Grillo: il Movimento dovrebbe promuovere e mettere in pratica la democrazia diretta, mente quello che sta andando in scena ora è la democrazia fideistica. E quindi grazie, ma no, grazie. Personalmente, spero vivamente che il Movimento, in un modo o nell’altro, riuscirà ad uscire da questa situazione, a disinnescare questa bomba autodistruttiva che ormai è pronta a esplodere. Il Movimento, o almeno i suoi ideali; perché l’Italia ha veramente bisogno del Movimento e forse, mi permetto di dire, in questo momento storico, anche di Conte. Fino ad allora: addio, e grazie per tutto il pesce.

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