E Venezia 2021 fa il botto. Dune, diretto da Denis Villeneuve (Arrival, Blade Runner 2049), sarà uno dei titoli Fuori Concorso, in prima mondiale, alla 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia diretta da Alberto Barbera. Segnatevi sul taccuino: 3 settembre 2021 Sala Grande del Palazzo del Cinema. Insomma, per chi vorrà vedere il remake/reboot del famigerato flop lynchiano di fantascienza del 1984, il Lido (1-11 settembre) ne accoglierà anteprima e un red carpet (perché quest’anno, se tutto va come sta andando, un red carpet con le star non ce lo toglie nessuno) di pregio assoluto: Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Oscar Isaac, Josh Brolin, Stellan Skarsgård, Dave Bautista, Zendaya, Charlotte Rampling, Jason Momoa e Javier Bardem.

Dune è uno dei titoli di punta del listino Warner Bros. Pictures finito suo malgrado tra i “sacrificabili” in streaming prima o in contemporanea con la programmazione in sala, se la questione pandemia Covid fosse continuata in peggio. Scelta che fece andare su tutte le furie proprio Denis Villeneuve che per la sua opera voleva a tutti i costi una esclusiva programmazione in sala. Dune, tra l’altro, è uno dei film più attesi dell’anno, adattamento per il grande schermo dell’omonimo, influente romanzo di fantascienza del 1965 di Frank Herbert. Le note ufficiali di sinossi del Festival esemplificano così la trama: “Viaggio mitico ed emozionante di un eroe, Dune narra la storia di Paul Atreides, giovane brillante e dotato di talento, nato per andare incontro a un destino più grande della sua immaginazione, che deve raggiungere il più pericoloso pianeta dell’universo per assicurare un futuro alla sua famiglia e al suo popolo. Mentre forze malvagie combattono per l’esclusivo possesso della più preziosa risorsa esistente sul pianeta — una spezia capace di liberare tutte le potenzialità della mente umana — solo coloro i quali sapranno sconfiggere le proprie paure sopravvivranno”.

Villeneuve è stato sì scoperto dai selezionatori di Cannes fin da quando nel 1998 Un 32 aout sur terre, il suo primo film da regista, finì ad Un Certain Regard e successivamente Polytechnique nel 2009 tornò alla Quinzaine, ma è dal 2000 con Incendies (in italiano La donna che canta) che a Venezia, lato Giornate degli Autori, riesce il colpaccio. Successivamente è Cannes nel 2014 a inserire in Concorso, Sicario; poi di nuovo Venezia a mettere in gara Arrival nel 2016. Nel frattempo Villeneuve ha provato a prolungare la vita al franchise Blade Runner con Blade Runner 2049 (a noi è molto piaciuto) ed è riuscito definitivamente a trasformarsi in uno di quei registi da fascia produttiva alta hollywoodiana con mani e piedi intinti formalmente nell’art house. Che Venezia 2021, quindi, abbia inizio anche e di nuovo con le grandi produzione hollywoodiane.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

In uscita nelle sale tre film molto diversi tra loro: ‘La nostra storia’, ‘Futura’ e ‘Mandibules’

next