L’ufficialità arriverà nel corso del G7 in Cornovaglia, ma già prima di imbarcarsi sull’Air Force One diretto in Gran Bretagna, prima tappa della sua missione in Europa, il presidente americano ha detto: “Annuncerò una strategia mondiale per i vaccini”. Ad anticipare quanto già deciso dall’amministrazione Usa è il Washington Post: Joe Biden ha infatti deciso l’acquisto di 500 milioni di dosi di vaccino Pfizer da donare l’anno prossimo a 100 Paesi nel mondo, specie a quelli in cui scarseggiano.

Biden aveva già parlato di 80 milioni di sieri anti-Covid che saranno distribuiti entro fine giugno, il 75% tramite il programma Covax, il restante 25% direttamente dagli Usa ma il Wp ha anticipato il piano complessivo della “diplomazia dei vaccini” di Washington, che sarà anche al centro dei colloqui con gli alleati europei, prima al tavolo del G7, poi a Bruxelles al vertice Nato e nel corso del confronto con i vertici dell’Unione europea. A inizio maggio, peraltro, Biden si era già schierato a favore della revoca dei brevetti, in modo da “immunizzare rapidamente più persone possibili”.

Sul tavolo in Europa l’ipotesi della fuga del virus dal laboratorio – E nonostante la volontà comune di lasciarsi alle spalle le tensioni dell’era Trump, non sono pochi i nodi che restano da sciogliere tra le due sponde dell’Atlantico. Il tema del Covid-19, al di là dei vaccini, sarà affrontato con un documento congiunto al fine del vertice Usa-Ue in cui ci sarà l’impegno a proseguire un’indagine libera da interferenze sulle origini della pandemia. Il nodo da sciogliere è se il virus sia stato trasmesso direttamente dagli animali all’uomo o se ci sia stata una fuga accidentale dal laboratorio di Wuhan. In ballo i rapporti con la Cina.

Il nodo delle dosi J&J in scadenza – L’annuncio del piano di Biden arriva mentre negli Stati Uniti milioni di vaccini che Johnson&Johnson sono in scadenza alla fine del mese ed è scattata la corsa fra gli ospedali americani e le autorità per deciderle come usarli. L’ipotesi, scrive il Wall Street Journal, è che le dosi vadano sprecate mentre i paesi in via di sviluppo ne hanno un bisogno disperato sarebbe un imbarazzo e aumenterebbe la pressione sull’amministrazione Biden, già criticata sui vaccini. Ci sono però – riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti – poche soluzioni pratiche per somministrare le dosi rapidamente o distribuirle all’estero”.

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