“Il video contiene informazioni che rifiutano i valori della famiglia e propagandano relazioni sessuali non tradizionali“: questa è la dichiarazione con cui l’ufficio stampa del tribunale di San Pietroburgo ha notificato il divieto di diffusione del video di uno degli spot pubblicitari su Instagram di Dolce&Gabbana stabilito dai giudici locali. Un video pornografico? Un’istigazione alla violenza? No: due ragazze che si baciano. Il reclamo si inserisce nel solco di quello già presentato da Mikhail Romanov, deputato della Duma e membro del partito al governo, Russia Unita, che già si era scagliato contro i due stilisti italiani per lo spot in cui si baciavano due ragazzi. Entrambe le pubblicità, tra l’altro, fanno parte di un progetto più ampio dal titolo Love is love, pubblicato a spezzoni sul profilo Instagram ufficiale di Dolce & Gabbana, che sostiene un’attività di prevenzione dei suicidi tra giovani Lgbtq+.

La notizia è stata riportata anche dalla BBC, che ricorda come “le relazioni omosessuali sono legali in Russia, ma una legge del 2013 vieta la diffusione della ‘propaganda sulle relazioni sessuali non tradizionali’ tra i giovani russi. I gruppi per i diritti umani hanno condannato la legislazione, affermando che ha contribuito ad aumentare l’ostilità sociale nei confronti dell’omosessualità”. L’episodio ha scatenato l’indignazione sui social. Al momento i due stilisti non hanno voluto commentare.

E non è la prima volta che Dolce & Gabbana si trovano a fronteggiare una disputa internazionale. Un episodio spiacevole accadde tre anni fa, anche se in quel caso la questione era ben diversa. La casa di moda italiana, infatti, era stata costretta a cancellare una sfilata in Cina in seguito alle accuse di razzismo rivolte dal Governo cinese all’azienda e al suo stilista Stefano Gabbana. La diffusione online da parte di D&G di tre video con una modella asiatica che cercava di mangiare cibo italiano fu fatale. Da lì, un susseguirsi di accuse, polemiche e scuse che avevano portato alla drastica decisione.
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