Roberto Speranza si difende sul dossier dell’Oms ritirato dopo la pubblicazione. Intervistato da Mezz’ora in più su Rai 3, il ministro della Salute è stato sollecitato riguardo ad una anticipazione della trasmissione Report su una mail del 14 maggio inviata da Ranieri Guerra proprio a Speranza dove veniva annunciata l’uscita del dossier critico, il giorno stesso in cui viene ritirato: “Quella mail – ha detto Speranza confermandola – ci informava che era stato pubblicato quel report e ci riportava un dibattito legittimo all’interno dell’Oms, quelle scelte sono state tutte dell’Oms”.

Le scelte fatte, ha quindi sottolineato, “non riguardano il governo italiano” che “in quei mesi così difficili” aveva “rapporti stretti” con l’Organizzazione mondiale della Sanità. Ma l’indagine, dice ancora Speranza, “dimostrerà la correttezza delle istituzioni”. Quel documento, ha sintetizzato, “era una fotografia numerica con dei giudizi legittimi, dove ci sono anche giudizi lusinghieri”. E sulle polemiche per il piano pandemico ha rimarcato: “Secondo i nostri tecnici quel piano pandemico antinfluenzale non era sufficiente e quindi è stato messo in campo un piano Covid adeguato a una fattispecie nuova che era emersa. Il Covid non è una semplice influenza”.

Il ministro si è soffermato anche sulle riaperture annunciate dal presidente del Consiglio Mario Draghi che inizieranno, gradualmente, a partire da lunedì 26 aprile. Speranza ha definito anche questo periodo una “fase diversa” grazie alla campagna vaccinale: “Sono stati somministrati in 3 giorni un milione di dosi di vaccino, raggiunta quota di 15 milioni totali. Siamo nelle condizioni di costruire una road map con un passo alla volta, con un compromesso e con equilibrio. I dati ci parlano di una fase diversa, ma non ci sarà una fase ‘x’ dove tutte le misure scompariranno”.

Tra i ‘via libera’ più discussi c’è stato quello sulla riapertura pressoché totale della scuola, definita “l’architrave della società”. La scelta del governo, ha detto il ministro, è stata “chiara”: “Vogliamo che il più alto numero di ragazzi per questi ultimi mesi possa tornare a scuola in presenza. Si tratta di un rischio ragionato, non folle, ma dobbiamo chiedere aiuto alle persone, soprattutto ora avremo ancora più bisogno di attenzione, mascherine, distanziamento, lavaggio mani”.

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