Alcune sono ammantate di vegetazione, altre brulle come la luna: un arcipelago variegato dall’azione dei venti, dove è possibile perdersi in un dedalo equatoriale di piante sempreverdi e liane intrecciate, e passeggiare impolverando le scarpe tra coreografie di cactus. La natura si descrive in tutta la sua bellezza nonostante la genesi dell’arcipelago sia la stessa: 7 isole, una diversa dall’altra dove vivere avventure entusiasmanti ma anche tanto relax. Partiamo per Tenerife e per Fuerteventura, qui ci aspettano montagne da scalare, spiagge selvagge e onde enormi da surfare, tanta adrenalina da stemperare nei lidi sottovento e nei paesini candidi di calce che fiutano l’oceano, roccaforti d’identità dove regnano la pace e la buona tavola.

Tenerife, benvenuti nell’isola-giardino

Si fa presto a dire “Tenerife”, l’isola più grande dell’arcipelago conta 342 km di costa tra lunghe spiagge e falesie a picco nell’oceano. Puntiamo la bussola verso sud per iniziare l’avventura e soggiornare in una struttura da favola affacciata sull’oceano. Qui l’isola si racconta con brio, lo stesso che anima il suo carnevale, famoso in tutto il mondo. La parte meridionale della isla si distingue per una splendida natura selvaggia, per le spiagge dorate alternate a tratti di litorale di sabbia nera che non tradiscono la natura vulcanica, a contrasto le acque azzurre e cristalline dell’oceano Atlantico dove nuotano indisturbati i delfini. Non distante dalle coste di Tenerife sud è possibile avvistare anche le balene, batticuore alla Capitano Nemo da un nautilus di terra, ma anche tanto relax nelle attrezzate spiagge che si trovano nella costa sud. La playa de Fañabé, a Adeje, è una delle più indicate per le famiglie con bambini: acque pulite, fondali bassi, facilità di accesso e servizi di ogni genere la rendono una delle più gettonate di Tenerife sud. Per chi non sa rinunciare alla classica vita da spiaggia, appuntate anche Las Vistas, nel territorio comunale di Arona, una delle più grandi e conosciute di tutta l’isola per le acque calme al riparo dai venti, ideale per i più piccoli. Attrezzata, tranquilla ma anche avveniristica: la spiaggia si distingue per un vezzo creativo, una fontana che spruzza l’acqua del mare fino al cielo installata su una piccola isola artificiale davanti al litorale, uno spettacolo visibile anche dal lungomare che collega Las Vistas alle spiagge vicine, popolato da runners che alle pinne prediligono le scarpe da jogging, anche in vacanza.

Tenerife sud non è solo bikini e lettini, è anche adrenalina pura e contatto con la natura. La Tejita, è una delle più suggestive spiagge nere situata nella Riserva Naturale Speciale della Montaña Roja, in località Granadilla de Abona. Accessibile solo a piedi, valgono i 5 minuti di camminata per raggiungere quest’area naturale protetta, paradiso per chi pratica surf e windsurf.
Tenerife incanta con il mare e le spiagge, sopra o sotto vento ma se volete davvero staccare la spina e ritrovare il piacere delle piccole cose semplici, organizzate un’escursione verso l’entroterra a Vilaflor de Chasna, il villaggio più alto di Spagna circondato da una fitta foresta di pini, dove di notte sembra di toccare le stelle con un dito. Il piccolo comune si trova alle spalle del monte Teide, il vulcano attivo più alto dell’isola e dell’intero arcipelago, il terzo più alto del mondo con i suoi 3718 metri, un paradiso di biodiversità patrimonio della Biosfera Unesco. Vilaflor si trova a 1600 metri di altitudine, di notte è un luogo privilegiato per guardare il firmamento, mentre di giorno incanta con il suo paesaggio idilliaco, soprattutto in primavera: un grappolo di casette bianche e nuvole di mandorli in fiore. Questi alberi sono tipici del luogo e ingentiliscono anche le viuzze acciottolate del piccolo centro dove all’ora di pranzo aleggia il profumo di Chorizo Canario, le salsicce tipiche delle Canarie. Queste ed altre specialità della cucina locale vengono servite nelle caratteristiche “guachinche”, le trattorie tipiche di Tenerife dove si propone un menù stagionale con prodotti a km zero, un modo per ottimizzare e valorizzare i raccolti di questo comune a vocazione agricola, noto per la coltivazione della patata e della vite. Le vigne ricamano le alture di Vilaflor che grazie alla qualità del terreno vulcanico donano ottimi vini rosso rubino dal sapore sapido e strutturato.

Dopo esservi rifocillati, vi aspetta uno dei sentieri più suggestivi di Tenerife sud, che parte proprio dal paese, il Paisaje Lunar, un itinerario lungo 6 km che si addentra nella rigogliosa pineta canaria, flora endemica dell’isola, per poi arrivare alla sua antitesi, “Los Escurriales” o “Paesaggio Lunare”, una morfologia vulcanica modellata dall’erosione degli agenti atmosferici spolverata di cenere biancastra. Un viaggio dai monti alla Luna in una manciata di chilometri, questa è Tenerife, dove la natura sembra un gioco di prestigio. L’isola più grande delle Canarie svela mondi agli antipodi, soprattutto nella parte meridionale dove la mondanità della vita balneare tutta cocktail ed ombrelloni si associa ad un’atmosfera rurale, autentica e in simbiosi con la natura, un eden primordiale ricco di suggestioni per ritrovare se stessi.

Fuerteventura, dal deserto al mare è un passo

Fuerteventura è un’appendice del Sahara che emerge dalle onde, la geografia non mente mai, è matematica terrestre: appena 100 km dalle coste del Marocco. A separare l’isola dal continente africano è un braccio di mare contro un abisso di mille miglia nautiche dall’Europa. Eppure questo atollo dalle sembianze quasi lunari è orgogliosamente spagnolo, il secondo per estensione dell’arcipelago delle Canarie. Baciata dal sole e clima mite tutto l’anno, Fuerteventura è nota per essere il paradiso degli sport acquatici, soprattutto del surf. La tavola qui non è solo un’attività sportiva, è uno “state of mind”, parte integrante del viaggio o di una vita selvaggia per chi la sceglie come vocazione. Le onde a Fuerteventura sono un’attrattiva irresistibile ma non l’unica, anche il trekking a stretto contatto con la dimensione primordiale dell’isola evoca la voglia di scoperta. Non delude le aspettative il magnifico Parque Natural de Corralejo, nel comune di La Oliva. Questo spazio naturale è una delle mete più note dell’arcipelago: quasi 10 chilometri di dune bianche, un ondeggiare di sabbia che si confonde a quello dell’oceano. C’è da perdersi in questo continuum di bellezza, appuntate le località per non perdere la bussola: nella parte nord si trovano la spiaggia di El Medano, la più gettonata per gli amanti del surf, El Viejo, El Bajo Negro più tranquille e adatte al relax, mentre nella parte meridionale, la playa de Los Martos, El Dormidero, El Moro e Alzada, più piccole e selvagge.
Poco distante dalla località di La Oliva parte una delle escursioni più suggestive dell’isola, alla scoperta del monte Tindaya, considerato sacro dagli antichi aborigeni Guanche. Il sentiero costeggia il versante sud di questo piccolo Ayers Rock boreale, una via ascensionale immersi in una natura ancestrale: sabbia, polvere e magia fanno di questa montagna solitaria un luogo davvero affascinante che svetta con contorni netti privi di vegetazione nella pianura isolana, a contrasto dell’azzurro intenso del cielo tropicale. Atmosfere lunari come teatro di suggestioni ma anche vere e proprie testimonianze archeologiche che attestano la presenza dell’uomo sin dalla notte dei tempi: 300 incisioni rupestri podomorfe di origine aborigena attribuibili ad una venerazione del monte, una scoperta sensazionale che si perde nella leggenda.

A Fuerteventura la natura è predominante, aspra e selvaggia, e in questo ambiente primordiale l’uomo si è sempre inserito con reverenza, una simbiosi perfetta che tutt’oggi si può ammirare nei pittoreschi villaggi dell’isola. El Cotillo, a poca distanza da Corralejo, è l’esempio perfetto, e si raggiunge facilmente anche in mountain bike. Qui tutto parla di mare e il tempo sembra essersi fermato tra le casette candide imbiancate a calce. Da vedere il vecchio porto e la torre del Tostòn del XVIII secolo, antica sentinella di vedetta reduce dagli attacchi corsari, dal tempo e dalle maree. La storia si fiuta ancora ad El Cotillo, e i vecchi forni utilizzati per la produzione della calce testimoniano un insospettabile primato del passato industriale di quest’isola. Il villaggio è piccolo ma c’è da perdersi nella sua proposta gastronomica, quotatissima per la cucina di pesce. I ristorantini tipici si susseguono in Calle Mallorquín, una delle vie principali del paese, tutti dal menù imprevedibile, “come il mare comanda”. Piatti che omaggiano il pescato freschissimo del giorno, fatta eccezione per alcune specialità dell’isola, fari del gusto nel mare magnum dei sapori, come la Sama fritta con Mojo verde, pesce fritto condito con aglio, aceto e coriandolo, oppure il sancocho, simile alla spigola, bollito e servito con mais e patate dolci. Alle tavole del villaggio si caricano le energie per fare surf, kitesurf o semplicemente tuffarsi e nuotare nelle acque cristalline dell’Atlantico. El Cotillo è circondato da splendide spiagge dorate come El Aljibe de la Cueva, lungo il versante meridionale.

Fuerteventura è storia antropologica in un teatro di pietra, esempio straordinario di adattamento umano nella natura matrigna, e successivamente mira espansionistica dell’uomo bianco che spodestò gli aborigeni Guanche per bramosia territoriale. Il piccolo paese di Betancuria testimonia gli eventi, fondato dal condottiero normanno Jean de Béthencourt per sfuggire alle incursioni dei pirati marocchini lungo le coste agli inizi del XV secolo, si trasformò da villaggio a capoluogo dell’isola fino al 1834. Questo piccolo centro vale un’escursione giornaliera nell’entroterra, un atollo di vita che ha mantenuto la sua dimensione rurale, ricamata di muretti a secco, labirintiche geometrie che inglobano le case bianche e palmizi carichi di datteri. Da non perdere Iglesia de Santa Maria, la chiesetta del XVII secolo, e il piccolo e curato museo archeologico de Betancuria che custodisce i cimeli di un passato che non deve essere dimenticato.

Fuerteventura è un’isola che non smette di stupire, ovunque si orienti la carta geografica. La penisola di Jandia, nel versante sud-occidentale di Fuerteventura, è un mondo da esplorare. Un tempo era un isolotto indipendente, e con il passare delle ere si congiunse per accumulo di sabbie creando delle bellissime e lunghe spiagge. Costa Calma è una delle località più amate da chi è alla ricerca di tranquillità e relax, sabbia dorata e mare cristallino, così come l’incantevole spiaggia di Sotavento, una delle più belle di Fuerteventura. Paradisi in antitesi con la movimentata lotta libera Canaria, la “lucha canaria”, una tradizione molto amata dai locali e apprezzata dai turisti. Questi incontri, molto simili a coreografie, possono essere ammirati nel vicino villaggio di La Lajita, una piccola realtà di pescatori sempre più votata al turismo, che intravede in questa tradizione una spettacolare forma di intrattenimento, nonché un modo per valorizzare il folklore locale. La Lajita non è l’unico centro a valorizzare le sue tradizioni, anche Morro Jable ha saputo trasformarsi a partire dagli anni ’70. Da pittoresco villaggio di pescatori si è rivoluzionato in un’accogliente località turistica, senza snaturare il centro storico e il rapporto con il mare che si descrive al meglio nell’antico porto, nel lato ovest della cittadina. Ritrovo per buongustai è Plazoleta de Cirilo Lopez, dove si trovano ristorantini tipici che offrono il pescato del giorno. Simbolo di Morro Jable è il suo ciclope in pietra che orienta gli uomini di mare e di terra: il faro è un monumento-paesaggio che regala suggestioni uniche, soprattutto al tramonto. A poca distanza dal centro si trova la bella e famosa Playa de Cofete, un’ampia spiaggia affacciata sull’oceano, ideale per famiglie con bambini, mentre per gli amanti della natura, la laguna è un eden di biodiversità dove prosperano una flora rigogliosa e una fauna varia che si lasciano ammirare nel loro paradiso. Emozioni indelebili di un viaggio straordinario.

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