Ore drammatiche per Alitalia e i suoi 11mila dipendenti. In attesa di conoscere il loro destino in molti si sono radunati oggi a Fiumicino per manifestare la loro forte preoccupazioni per la sorte della compagnia. Oggi è stata accreditata la seconda metà dello stipendio di marzo ma in molti casi si tratta di poche decine di euro. Il compenso è legato alle ore di volo e la cassa integrazione non viene più anticipata dall’azienda me dovrà essere pagata dall’Inps.

Non sono piaciute le parole del ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti che oggi al Senato ha affermato che nelle trattative con Bruxelles sul piano di rilancio “non sono emersi elementi per poter ravvisare un atteggiamento discriminatorio nei confronti dello Stato italiano, come dimostra anche la posizione assunta in relazione al tema “slot”, che non appare dissimile da quella finora sostenuta nei confronti di altri operatori economici leader in ambito europeo”. Il riferimento è al recente via libera della commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager ai nuovi aiuti pubblici per Air France da 4 miliardi di euro. O al precedente benestare al salvataggio della tedesca Lufthansa.

“Mi preme precisare”, ha aggiunto Giorgetti, che le “interlocuzioni” con la Ue “non sono il frutto di una libera scelta, ma risultano imposte dalla legge nazionale che ha previsto la costituzione di Ita”, sottolineando che “l’esercizio dell’attività è subordinato alle valutazioni della Commissione europea”. “Si vigilerà affinché le condizioni di operatività di Ita e delle correlate operazioni di acquisizione del patrimonio aziendale, anche tramite trasferimento da parte dell’attuale compagnia di bandiera, non siano meno favorevoli rispetto alle omologhe operazioni assentite nei confronti delle compagnie aeree di altri stati membri, pur nella consapevolezza che un elemento peculiare del caso italiano è la situazione di pregressa crisi in cui Alitalia si trova ormai da anni, che rappresenta un elemento di sostanziale divergenza rispetto alle operazioni assentite a livello europeo”, ha proesguito il ministro.

“E’ ferma intenzione del Governo di adottare tutte le iniziative funzionali alla più celere conclusione delle trattative, proseguendo le stesse ad oltranza, nell’ottica di realizzare quanto prima un assetto che garantisca gli interessi dello Stato italiano ma risulti al contempo coerente con la disciplina europea, evitando possibili ricadute negative in sede giurisdizionale che rischierebbero di minare l’operatività della compagnia”, ha detto ancora il ministro dello Sviluppo economico. “Nell’ambito delle trattative si stanno pertanto vagliando le più adeguate modalità realizzative della complessiva operazione e la possibilità di affittare uno o più rami di azienda di Alitalia rappresenta una delle possibili opzioni sul tavolo”, ha spiegato il ministro.

“Con Alitalia la Commissione generale Concorrenza Ue presieduta dalla Vestager ha un atteggiamento molto diverso rispetto a quello adottato con Airfrance e Lufthansa alle quali, nella ricapitalizzazione, non è stato chiesto un taglio del 50% degli slot”. Così la Uiltrasporti in una nota ricordando che per Airfrance il taglio è stato irrisorio (7%). Dunque i sindacati non capiscano “il motivo per cui il Ministro Giorgetti neghi l’evidente discriminazione” affermano il Segretario Generale Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, e il Segretario Nazionale, Ivan Viglietti che non condividono “la sua impostazione che presuppone una compagnia talmente piccola per la quale possono essere sufficienti il 50% degli attuali slot di Linate”. Un taglio per altro contestato, ricordano i sindacati, da tutti i ministri che in precedenza si sono occupati di Alitalia

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