Davanti al gip era stato in silenzio, ma avvalendosi della facoltà di non rispondere aveva dichiarato che era pronto a chiarire. Oggi l’avvocato Roberto De Vita, difensore di Walter Biot, fa sapere che la difesa chiederà che il capitano di fregata, fermato dai carabinieri del Ros con l’accusa di spionaggio, venga sentito dagli inquirenti. Titolare del fascicolo è il pm Gianfederica Dito. “Nostro obbiettivo è dimostrare che il ruolo ricoperto da Walter Biot non dava accesso a documenti di livello strategico, atti che in alcun modo riguardavano la sicurezza dello Stato”. Il penalista ha depositato oggi anche istanza al tribunale del Riesame.

Il gip, che ieri dopo l’interrogatorio di garanzia, ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere ha descritto l’ufficiale come particolarmente professionale nell’azione di nascondere la scheda sd su cui c’erano 181 foto e 47 file “Nato secret“. Il caso presenta al momento due profili di delicatezza. Il primo riguarda la competenza Procura militare, che ha contestualmente aperto un fascicolo d’inchiesta dopo il fermo dell’ufficiale, e quella ordinaria. C’è poi il tema del possibile segreto di Stato.

Per quanto riguarda la competenza tra le due procure, dopo la pausa per le festività di Pasqua, sarà fissato un incontro tra i vertici dei due uffici che dovranno affrontare questo aspetto: la competenza, infatti, in questo caso può avere carattere concorrente o esclusivo. Sul fronte dell’attività istruttoria il problema è legato all’analisi dei dispositivi sequestrati al militare che, già da una prima visione, contengono documenti classificati anche come segretissimi. Per questo motivo è prevista la possibilità che la Presidenza del Consiglio, una volta venuta a conoscenza, per via formale o informale, della cosa, apponga il segreto di Stato.

Intanto dal fronte delle indagini emerge che sono almeno tre i video, effettuati con una telecamera nascosta dal 18 marzo, che ritraggono l’ufficiale di Marina mentre è intento a fotografare, nella stanza del suo ufficio, il monitor del pc con documenti classificati. La telecamera era stata piazzata dallo Stato Maggiore della Difesa insospettito dal comportamento di Biot. Il primo video risale al 18 marzo, poi un secondo episodio il 23 marzo e il terzo il 25 marzo. Nell’ultimo video la a telecamera ha ripreso Biot mentre fotografa con lo smartphone alcuni documenti e poi ripone la sim-card in un bugiardino all’interno di una scatola di medicinale e la sistema nello zaino. Si tratta, secondo quanto accertato, della stessa scatola ceduta a un ufficiale addetto all’ambasciata russa nel parcheggio di Spinaceto martedì pomeriggio, giorno dell’arresto in flagranza.

In conseguenza dell’arresto il ministero degli Esteri ha espulso due addetti all’ambasciata di Mosca. “Questo incidente suscita profondo dispiacere, così come la decisione da parte italiana di dichiarare due funzionari persone non grate. Come ho sottolineato durante l’incontro con i vertici del ministero degli Esteri italiano, contiamo che questo incidente non influisca negativamente sulle relazioni complessivamente costruttive tra i nostri paesi, bisogna avere uno sguardo più ampio, sono relazioni articolate che non possono assolutamente essere ridotte a singoli episodi spiacevoli – ha detto l’ambasciatore Russo in Italia Sergey Razov, intervistato da Rainews24 -. L’Italia è veramente il partner privilegiato della Russia in Europa, questo carattere delle relazioni si è consolidato nel corso di decenni, speriamo che questa collaborazione duri nel futuro. Allo stesso tempo l’Italia è membro della Nato e dell’Ue, dove si applicano le regole di solidarietà e disciplina di blocco, non abbiamo dubbi in proposito né tantomeno illusioni. Nello stesso tempo l’Italia è tradizionalmente a favore del mantenimento di canali stabili di dialogo con la Russia al fine di trovare risposte alle sfide e alle minacce contemporanee. Contiamo su continuità di questo tipo di approccio anche nella politica dell’attuale governo”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

L’obbligo vaccinale per i sanitari? Per me un provvedimento di dubbia efficacia e legalità

next
Articolo Successivo

Intercettati giornalisti che scrivono di Libia e migranti: conversazioni, foto e fonti nelle carte dell’inchiesta di Trapani sulle ong

next