Agnelli costretti a viaggi lunghissimi in spazi angusti, spesso privati di acqua per abbeverarsi e di fieno per riposarsi. Sono le drammatiche condizioni del trasporto di animali vivi denunciate da nuove immagini raccolte dagli investigatori di Animal Welfare Foundation (AWF) e dalle Guardie Zoofile Enpa e rilasciate in collaborazione con Animal Equality. Negli ultimi giorni, a ridosso del periodo di Pasqua, AWF ed Enpa, con il supporto di Animal Equality, hanno seguito tre camion che trasportavano migliaia di agnelli di soli 2 o 4 mesi provenienti da Polonia e Romania. Con loro anche tre europarlamentari, Tilly Metz, Caroline Roose e Thomas Waitz, membri della Commissione di inchiesta sul trasporto di animali vivi presso il Parlamento europeo, in Italia proprio per verificare le problematiche reali a cui questi animali vanno incontro, fanno sapere le organizzazioni in un comunicato.

Uno degli autisti del camion proveniente dalla Polonia è stato fermato dalla polizia ed è stato sanzionato per oltre 1300€ per le condizioni inadeguate di trasporto, mentre un altro guidatore ha ammesso di non aver fornito acqua agli animali per tutta la durata del viaggio, spiegano ancora, sottolineando le condizioni effettive in cui hanno trovato gli animali: in sovraffollamento e con la testa schiacciata sul soffitto dei camion, un agnellino con la zampa incastrata nel camion, inadeguato al loro trasporto e mai controllato dal guidatore, che dovrebbe invece ciclicamente verificare la situazione interna, sistemi di abbeveraggio non adeguati e non raggiungibili da tutti gli animali, agnelli disidratati e stremati per le condizioni di viaggio, camion senza lettiera e senza acqua né cibo per gli animali.

I camion hanno viaggiato per oltre 1700 km, arrivando a 30 ore di viaggio, in condizioni terribili e senza fornire cure adeguate agli animali, dicono ancora le organizzazioni. I tir erano diretti al macello ILCO di Acquapendente, in provincia di Viterbo, e verso Palo del Colle e la località di Badia Tedalda, in provincia di Arezzo.

“Ogni anno in Italia sono più di 2 milioni gli agnelli che vengono macellati per i consumi di carne, solo nel periodo pasquale ne vengono uccisi 300.000 – si legge ancora nel comunicato – Ad oggi, la maggior parte è importata attraverso le rotte dell’Est Europa, un lungo viaggio pieno di sofferenze per questi giovani animali, caricati sui camion inadeguati e non adatti al trasporto di questa specie, mentre spesso gli agnelli vengono trasportati senza essere stati svezzati”. Non è la prima volta che le associazioni denunciano la situazione: “Sono ormai diversi anni che monitoriamo questa rotta di viaggio, una vera via crucis di sofferenza per gli agnelli che sono costretti a percorrere tutti questi chilometri in condizioni assolutamente inadeguate”. “Il fatto che né le multe delle Forze dell’ordine, né le denunce ufficiali agli Stati membri responsabili e alla Commissione europea abbiano portato miglioramenti significativi mostra che esiste un problema generale di applicazione del regolamento (CE) n. 1/2005 – spiegano – bisogna cambiare i regolamenti per garantire davvero i diritti di questi animali e, dal momento che non si riesce a far rispettare le leggi, è necessario vietare, il prima possibile, il trasporto di animali vivi”.

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