Venerdì 19 marzo Andrea Scanzi ha ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. Lo ha annunciato lui stesso con un post su Facebook: “Nel pieno rispetto delle regole, mi sono messo garbatamente nella lista dei disponibili al vaccino a fine giornata, per non buttare via nessuna dose. Categoria ‘caregiver familiare, essendo figlio unico e avendo entrambi i genitori ‘fragili‘”. Il suo post ha scatenato polemiche e accuse di aver “saltato la fila”. Il giornalista del Fatto Quotidiano ha spiegato di essersi iscritto nell’elenco delle “riserve” chiamando il suo medico di base e poi di aver ricevuto la telefonato del “responsabile della vaccinazione” per l’Asl Toscana sud est: di averlo fatto quindi “verbalmente”, perché ancora non esisteva una lista ufficiale a cui iscriversi. Dopo le polemiche, l’Azienda ha reso disponibile il modulo online. Scanzi è stato difeso dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: “Polemiche inutili: ha dato il buon esempio”. Nel frattempo, mentre il direttore del distretto sanitario di Arezzo parla di “procedura corretta“, l’Asl Toscana Sud est ha aperto un’inchiesta interna per ricostruire quanto accaduto. La verifica è stata fatta dalla direzione generale dell’azienda sanitaria guidata da Antonio D’Urso ed è arrivata alla stessa conclusione. Lunedì pomeriggio la procura di Arezzo ha fatto sapere di aver aperto un fascicolo conoscitivo, senza indagati e ipotesi di reato.

“Oggi, come era naturale prevedere, molti non hanno trovato entusiasmante vaccinarsi con Astrazeneca dopo lo stop di tre giorni”, si legge nel post pubblicato da Scanzi venerdì sera. Il vaccino della multinazionale anglo-svedese aveva infatti appena ricevuto il via libera dell’Ema, dopo lo stop precauzionale deciso per via di rari casi di trombosi gravi. “A fine giornata, il responsabile di vaccinazione della mia zona mi ha informato che c’era una dose disponibile – prosegue il post di Scanzi – ho preso la macchina e mi sono vaccinato“. “Spero che questa piccola testimonianza serva per fugare un po’ di paura“, ha aggiunto.

Il 15 marzo scorso il commissario Francesco Paolo Figliuolo ha firmato un’ordinanza che prevede che “le dosi residue a fine giornata, qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate, evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità del Piano nazionale”. Quel “chiunque passa va vaccinato” pronunciato dallo stesso Figliuolo il giorno prima ospite da Fabio Fazio è stato quindi regolamentato, con un sistema peraltro simile al meccanismo della “panchina” già previsto dalla Regione Lazio. “Nel mio caso, essendo figlio unico e ‘caregiver familiare‘ avendo due genitori nella categoria ‘fragili’, avrei comunque potuto vaccinarmi grazie a un’ordinanza regionale fortemente voluta anche dall’ottimo Iacopo Melio”, ha spiegato Scanzi in un secondo post. “Ma mi sono comunque iscritto anche nella lista, fino a ieri ‘solo’ verbale e non online, dei panchinari del vaccino. Tutto regolare, tutto alla luce del sole”.

Dopo il primo annuncio del giornalista, infatti, sui social si è scatenata la polemica, poi diventata anche politica. “Mentre il Presidente Mattarella aspetta il suo turno e tanti anziani sono in attesa, Scanzi si è già fatto vaccinare”, ha scritto ad esempio Luciano Nobili di Italia Viva. Mentre il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha annunciato un’interrogazione parlamentare: “Vogliamo sapere chi nella sanità toscana ha consentito a Scanzi di venire a conoscenza della lista, di iscriversi e vaccinarsi”. In molti sui social lo hanno accusato di aver “saltato la fila” e altri hanno sottolineato come la lista di cui ha parlato Scanzi almeno fino al 20 marzo non si trovava. Lo stesso Scanzi nel suo secondo post ha spiegato infatti che “fino a ieri si poteva fare solo verbalmente, da oggi si può fare online”. Sul sito della Usl Toscana sud est si trova il modulo per l’adesione: “Tramite questo modulo online – si legge – è possibile segnalare la propria disponibilità alla vaccinazione Anti-Sars-Cov-2 nel caso siano presenti dosi avanzate alla fine delle sedute di vaccinazione”.

Domenica sera Massimo Giletti a Non è L’Arena su La7 ha dedicato parte della sua puntata proprio alla vaccinazione di Scanzi. È intervenuto anche il direttore dell’Asl di Arezzo, Evaristo Giglio: “Ha due genitori fragili, con patologie vulnerabili, rientra in questa categoria”, ha spiegato. E intervistato da Corriere.it ha aggiunto: “Era in coda nelle nostre liste, procedura corretta. Se dovessi tornare indietor? Temporeggerei”. Sulla questione è intervenuto anche il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: “È doveroso che le Asl abbiano liste di riserva per non dover buttare dosi di vaccino in avanzo. Venerdì scorso, giorno in cui erano attese molte disdette, una di queste dosi è toccata ad Andrea Scanzi. Ne sono nate polemiche inutili: Scanzi ha dato il buon esempio“. Nella stessa serata di domenica, Scanzi è intervenuto nuovamente su Facebook: “Questa polemica sulla mia vaccinazione non mi diverte. Per niente“, si legge nel post. “Venerdì, dopo tre giorni di blocco nazionale perché ‘Astrazeneca fa venire le trombosi‘ (il messaggio passato purtroppo era quello), mi hanno chiamato per dirmi che c’era una dose disponibile a fine giornata. Mi hanno ripetuto che non avrei rubato il posto a nessuno. Mi hanno ribadito (ho le chat su whatsapp) che era tutto in regola“, specifica Scanzi. Che poi sottolinea un altro aspetto: “Come si fa a definirmi ‘furbetto del vaccino’ se sono stato IO, con orgoglio e dopo aver rispettato le regole, a dare la notizia del mio vaccino? Vi rendete conto che è tutto capovolto in questa vicenda?”. “Dopo il mio post la Asl della mia zona ha finalmente messo anche online (era ora!) la lista dei ‘panchinari del vaccino’. E le prenotazioni sono esplose. Tutto questo è accaduto anche grazie a me”. “Il totale rovesciamento della realtà – conclude Scanzi – fai un gesto (totalmente lecito e quel giorno non facilissimo emotivamente) per aiutare la campagna vaccinale del tuo paese dentro una pandemia, e quello che ottieni in risposta è ferocia pura, livore scriteriato e auguri di morte“.

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