“Mentre gli ‘eroi’ sono in trincea, la dirigente telelavora da Lanzarote?”. È questa la domanda provocatoria posta da una interrogazione presentata al presidente del Consiglio provinciale di Trento da Filippo Degasperi, ex M5S ed attuale consigliere del gruppo Onda Civica. Degasperi chiede chiarimenti sul fatto che una dirigente sanitaria sia stata alle Canarie, lavorando in smart working e alternando permessi e ferie a giornate di lavoro. La situazione, sulla base delle fotografie postate su Facebook, si sarebbe protratta per un lungo periodo, a partire da dicembre. “Nel marzo 2020 il direttore generale dell’Azienda Provinciale Socio Sanitaria ha conferito l’incarico di dirigente del servizio soluzioni sanità elettronica.. – scrive Degasperi – Si tratta di un ambito delicatissimo e fondamentale, soprattutto in tempi di pandemia, che realizza e supporta le applicazioni e i processi per lo sviluppo dei servizi rivolti a pazienti e cittadini”. Il servizio è coinvolto nell’operatività della Centrale Covid, nella gestione dei tamponi e dei vaccini, nel telemonitoraggio delle patologie ritmiche, nel Fascicolo Sanitario Elettronico, nel sistema di assistenza domiciliare, nel Sistema informativo ospedaliero e nella Cartella clinica del cittadino. Si tratta, insomma, di un lavoro complesso e delicato, soprattutto in questa fase sanitaria.

Degasperi ha fatto una scoperta. “Secondo quanto riscontrabile dal profilo Facebook intestato alla dirigente, nei mesi di dicembre e gennaio si trovava nell’isola spagnola di Lanzarote”. Era alle Canarie, come documentano foto e messaggi che Degasperi ha allegato all’interrogazione. “Incuriositi dalla singolarità di una dirigente della sanità in un ambito così delicato che può permettersi il lusso di assenze così prolungate dal Trentino in un momento di forte pressione sulle strutture sanitarie, abbiamo provato ad approfondire. I riscontri, che certo vanno confermati e a questo fine è preordinato il presente atto, anziché fugare i dubbi li hanno cresciuti. La dirigente non sarebbe stata in ferie, bensì in ‘telelavoro‘ e avrebbe beneficiato di una serie di recuperi orari tali da rendere la sua prestazione assimilabile ad un part-time prolungato”. Degasperi ne deduce: “È quindi ragionevole ritenere che l’attività in telelavoro sia stata svolta per un significativo periodo dalla località di Lanzarote e che la dirigente abbia beneficiato di un orario di assoluto privilegio in un periodo drammatico per la sanità trentina, a cui si aggiunge il dubbio se chi riveste la qualifica di dirigente possa o meno beneficiare di recuperi orari perché, trattandosi di un dirigente, non esiste l’obbligo di timbratura”.

La dirigente è molto atletica e pratica il triathlon, che prevede gare di nuoto, bici e maratona. Adesso la Provincia, da cui dipende la sanità trentina, dovrà spiegare se il telelavoro sia stato svolto da Lanzarote e se “sia opportuno che chi dirige un servizio destinato a presidiare ambiti vitali della sanità possa assentarsi per così lunghi periodi dal contesto lavorativo”. Intervistato da L’Adige, il dirigente generale dell’azienda sanitaria Pier Paolo Benetollo non è entrato nel merito del caso particolare, ma ha spiegato: “Molti dipendenti dell’azienda e anche dirigenti lavorano in smart working, che è cosa diversa dal telelavoro perché non richiede una postazione fissa. In smart working non interessa da dove ci si collega, ci si può trovare anche all’estero. L’importante è che si svolga il lavoro richiesto e che sia informato il capo”. Il dirigente generale della Provincia, Silvio Fedrigotti, nel frattempo ha diramato una circolare (con validità dal 16 marzo 2021) in cui prescrive: “Il personale con qualifica di dirigente e di direttore presta in via ordinaria la propria attività in sede, salvo il caso in cui abbia la necessità di accudire figli di età minore di 16 anni in conseguenza della sospensione dell’attività didattica”.

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