Non vogliamo passerelle, ascoltateci”. È questo l’appello lanciato da alcuni familiari delle vittime di Covid bergamasche che questa mattina si sono dati appuntamenti nei pressi del cimitero in occasione della visita del presidente del Consiglio Mario Draghi per la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid. L’area era blindatissima e quindi né familiari, né giornalisti hanno potuto incontrare il premier. “La nostra speranza era di incontrarlo – racconta Paolo Casiraghi che un anno fa ha perso tre familiari a causa del virus – siamo qui per dare testimonianza di quello che abbiamo vissuto: le chiamate alle ambulanze che non uscivano, i consigli di non portare i familiari in ospedale, di vederli salire su un’ambulanza e non vederli più”. L’avvocato Consuelo Locati del team legale che segue le cause racconta che la segreteria del premier ha promesso un incontro nelle prossime settimane. Ma ad un anno di distanza dal giorno in cui l’esercito iniziò a portare le bare fuori dalla città, rimane l’amarezza: “Dopo un anno non è cambiato nulla, sembra di rivivere lo stesso incubo”.

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