Presidiano tutti i varchi del Porto di Genova dalle prime luci dell’alba i lavoratori portuali della Compagnia Unica, per contestare con uno sciopero unitario indetto da tutte le sigle sindacali il tentativo irrituale di Confindustria di violare gli accordi stretti dopo mesi di trattative sulle condizioni di ingaggio della manodopera sui terminal del più grande porto italiano. “La situazione è paradossale – spiegano i delegati sindacali – con una lettera inviata da Confindustria all’Autorità Portuale i terminalisti e le imprese del porto dichiarano che i lavoratori gli avrebbero ‘estorto’ accordi firmati alla luce del sole di fronte alle istituzioni preposte e le parti sindacali come si è sempre fatto”.

Nell’estremo tentativo di fermare lo sciopero che sta fermando la produzione portuale per tutto il giorno, ora Confindustria sarebbe arrivata a negare l’esistenza di questa lettera, il cui contenuto era stato diffuso nei giorni scorsi e definiva come “monopolio” la presenza di una Compagnia Unica che opera storicamente nel Porto di Genova e soprattutto lo fa con precisi accordi con le istituzioni e a norma di legge: “Sembra che ci sia qualcuno che voglia minare la pace sociale raggiunta nel porto che da anni garantisce lavoro, efficienza e dignità – commenta il console della Compagnia Unica dei Lavoratori Portuali, Antonio Benvenuti – Forse nelle fantasie di qualcuno farebbe più comodo se al posto della Compagnia Unica ci fossero tante piccole cooperative da sfruttare per abbattere il costo del lavoro come avviene in altri contesti industriali, ma devono capire che questo a Genova non è possibile, abbiamo vinto un regolare bando e inoltre usiamo lo stesso metodo che viene usato in altri porti europei di primo piano”. Mentre i lavoratori portuali delle sigle Cgil, Uisl, Uil proseguono il blocco del Porto, una cinquantina di lavoratori aderenti all’Usb si sono dati appuntamento in presidio sotto la sede genovese di Confindustria.

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