L’ex sindaco Massimo Cariello di nuovo sotto inchiesta per corruzione. Non c’è pace a Eboli (Salerno), dove nei prossimi mesi si tornerà alle urne dopo che ad ottobre Cariello è stato arrestato con l’accusa di aver truccato alcuni concorsi pubblici per favorire i suoi raccomandati: si è dimesso dalla carica in seguito alla decisione del Riesame di Salerno di confermare la misura cautelare. Per quel filone Cariello, da cinque mesi recluso ai domiciliari, è già stato rinviato a giudizio (seconda udienza lunedì prossimo). Ora il suo nome compare al numero 4 della lista di 41 indagati di un nuovo fascicolo del pm Silvio Marco Guarriello, per i quali la Procura di Salerno guidata da Giuseppe Borrelli ha chiesto una proroga delle indagini fino al prossimo 20 settembre. Le carte sono sul tavolo del Gip Alfonso Scermino.

Nelle scorse ore la notifica degli avvisi. Sono 18 i capi di imputazione contestati, per reati che spaziano dalla corruzione all’induzione indebita alla turbativa d’asta al falso e all’abuso d’ufficio. Nel mirino c’è il “sistema Cariello”: i 41 indagati, tra cui dirigenti comunali, imprenditori, presidenti di cooperative, sono sotto inchiesta per numerosissime gare, bandi e contratti del Comune di Eboli dal 2015 fino al 2018, riguardanti l’affidamento di servizi pubblici per le fasce deboli, gli anziani, gli alunni disabili, l’accoglienza degli immigrati, la cura dei parcheggi sul litorale, l’impianto di compostaggio, la riqualificazione urbana di strade, l’assistenza domiciliare, la manutenzione del cimitero e dei loculi cimiteriali, la gestione del bar del Palasele (il palazzetto dello sport di Eboli che ha ospitato decine di concerti dei big della musica), la manutenzione dell’illuminazione pubblica.

Tra gli indagati c’è Gabriele Iuliano, sindaco del piccolo comune di Roccadaspide. E’ accusato di turbativa d’asta per l’aggiudicazione di due gare di assistenza sociale ai disabili alla cooperativa Csm Service. Le gare si sono svolte tra l’agosto e il settembre del 2018. Il nome di Cariello compare in otto capi di imputazione. Due riguardano reati di induzione indebita e di corruzione. Nel primo caso, avrebbe fatto pressioni sulla vice presidente di una cooperativa affinché assumesse un giovane da lui segnalato. Nel secondo, avrebbe ottenuto centinaia di biglietti gratis per i concerti al Palasele. In cambio avrebbe chiuso un occhio su presunte inadempienze contrattuali della società che gestisce la struttura, la ‘Anni 60’ di Alfonso Troiano (coindagato). Peraltro favorita anche dall’assegnazione ‘a voce’ del parcheggio antistante, un’area di fatto gestita da un suo collaboratore ritenuto vicino a uomini collegati al clan camorristico dei Maiale.

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