“C’è stato un impatto violento. Nell’ultima settimana abbiamo avuto in soli due giorni 209 ricoveri per Covid. Una violenza non paragonabile con la seconda ondata, dove i numeri crescevano in maniera più graduale e e in un certo senso controllabile”. Parla chiaramente di “terza ondata” Paolo Bordon, direttore dell’Ausl di Bologna. L’impennata di casi e di ricoveri degli ultimi giorni stanno di nuovo mettendo sotto sforzo le strutture della provincia, come a marzo.Come raccontato dal Fattoquotidiano.it, le terapie intensive sono piene, c’è la corsa a recuperare posti letto e i medici stanno facendo gli straordinari per curare tutti. “Di colpo abbiamo avuto persone che arrivavano al pronto soccorso con sintomi importanti e impegnativi. Come la prima ondata. E pur in presenza di pazienti più giovani, perché l’età media si è abbassata, abbiamo tutti reparti saturi: terapia intensiva, semi intensiva e degenza ordinaria. Noi siamo organizzazione robusta, ma abbiamo deciso di sacrificare e ridurre al 50% la nostra attività di chirurgia programmata. Ed è chiaro che il personale è provato. Tra la prima e la terza c’è una differenza abissale: nella prima eravamo in lockdown, la gente non usciva di casa. Al pronto soccorso non arrivavano persone con traumi generici. Oggi invece gli ospedali funzionano anche per tutto il resto. Ci sono accessi anche per incidenti, ad esempio. Insomma, per la normale circolazione delle persone”. E questo rende tutto più complesso. “Hanno un peso enorme. Un fattore fondamentale – conclude- è la collaborazione del cittadino. Quando si arriva a coinvolgere le istituzioni, a convincerle della necessità di prendere dei provvedimenti, è una sconfitta per tutti

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