Prima prova per il neo ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti: una delegazione di centotrenta lavoratori della Whirlpool di Napoli si è presentata al Mise giovedì mattina per chiedere al nuovo governo la riconvocazione del tavolo permanente, il rispetto dell’accordo del 25 ottobre 2018 e la proroga del divieto di licenziamento. Con loro i sindacati Uilm, Fiom, Fim-Cisl. La multinazionale ha annunciato a ottobre la chiusura definitiva della sede di Napoli, fissata per l’1 aprile, il giorno dopo l’ipotetica fine del blocco dei licenziamenti disposto a causa della pandemia. A rischio c’è il posto di lavoro di 357 persone.

“Ho promesso serietà, impegno e responsabilità alle rappresentanze dei lavoratori Whirlpool e alle loro famiglie”, ha detto il ministro dopo l’incontro con i sindacati e un gruppo di lavoratori. “Sarà necessario mettere in campo politiche economiche di rilancio insieme con il ridisegno di un piano di ammortizzatori sociali. Mi auguro, già la prossima settimana, che possa partire concretamente un lavoro per studiare il dossier e per avviare un’interlocuzione anche con l’azienda”.

L’intervento di Giorgetti, ha commentato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil, è stato “deciso”: “Il ministro ha dichiarato di essersi presentato oggi, anche se il governo ancora non ha ricevuto la fiducia, in qualche modo, su mandato di Draghi”, perché “il cuore di questo governo sarà il lavoro ovvero garantire i lavoratori”. Occorre “riaprire il confronto con Whirlpool, toccargli il portafoglio e chiamare gli americani. Una telefonata non basta per aprire una trattativa con gli americani, loro parlano solo una lingua quella dei soldi”. Incontro “positivo” per Roberto Benaglia, segretario generale Fim-Cisl. Anche se “ancora non c’è la fiducia votata dal Parlamento, il governo fa i conti con la fiducia del paese”. Un atteggiamento del ministro “pragmatico e serio, nessuna promessa, nessuna bacchetta magica, ma prendere tempo e avere degli ammortizzatori che proseguono”. Ma i delegati dei lavoratori presenti all’incontro hanno risposto: “Non vogliamo vivere di ammortizzatori, vogliamo il lavoro”.

Secondo Benaglia, bisogna “ripartire dal piano industriale Whirlpool, va tenuta l’azienda ferma dentro questa vertenza” e va recuperato il tempo, “chiederemo velocemente una data”, comunque “oggi è una buona giornata” perché l’attenzione è tornata sulla vertenza. “Non permetteremo che quest’anno diventi un 2020 bis. Abbiamo detto inoltre al ministri che almeno 2 o 3 delle grandi vertenze vanno risolte”.

“Da Giorgetti c’è stato un buon segnale di attenzione visto che un ministro ha avuto la sensibilità di venire a incontrare i lavoratori malgrado il voto di fiducia”, ha riconosciuto il segretario generale Fiom Napoli, Rosario Rappa. “Dopodiché aspettiamo la prova dei fatti: Giorgetti si è impegnato a convocarci a breve per discutere Per noi resta il punto di partenza di riaprire lo stabilimento di Napoli e riprendere la la produzione. Speriamo che questo ministro abbia la potenza di far modificare la posizione Whirlpool. Per noi questo resta il punto, con un Governo o senza anche se auspichiamo che l’esecutivo si schieri dalla nostra parte ma noi continueremo la lotta, con altre passeggiate romane, per chiedere la solidarietà e far ripartire la produzione di lavatrici a Napoli”.

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