“Alla fine Vivi Holden avrebbe capito che non ottenere ciò che voleva quel giorno era stato un colpo di fortuna. Ma era mattina presto a Los Angeles, e non era ancora successo niente”. È tutto qui, in queste poche parole che compongono l’incipit di “Adesso splendi” (Feltrinelli). In poco più di tre righe, l’autrice, Susie Orman Schnall, è riuscita a racchiudere la “morale” della favola, il succo di tutta la storia e una grande lezione di vita. E le stesse identiche parole, solo con un nuovo soggetto e un diverso luogo, le ritroviamo anche nell’attacco del secondo capitolo. A questo punto, il lettore non ha più via di fuga: gli è impossibile non immedesimarsi in Vivi e Max, due donne che si trovano a fare i conti con la realtà che all’improvviso cambia le carte in tavola, distruggendo in un istante i loro sogni, le loro sicurezze, le loro certezze, per insegnare loro che non sempre la vita che ci prefiguriamo è quella giusta per noi. E che quella che oggi è una grande delusione, domani potrebbe rivelarsi “un colpo di fortuna“, appunto. Vivi e Max sono due giovani donne apparentemente agli antipodi ma in realtà sono l’una lo specchio dell’altra: così, da un incontro casuale all’Esposizione Universale di New York, nel 1939, nasce un legame d’amicizia profondo, capace di far crescere e maturare entrambe. Una spumeggiante storia di ambizione e perseveranza di fronte alle delusioni e alle porte che la vita ti chiude in faccia. Da una parte Vivi Holdenn, un’aspirante attrice che sogna di diventare una star di Hollywood ma puntualmente viene eclissata da starlette più raccomandate e spregiudicate di lei: è così che finisce all’Expo, con la promessa di diventare la nuova stella dell’Aquacade, lo spettacolo di nuoto sincronizzato più atteso dell’Expo. Dall’altra Max Roth, che studia per diventare giornalista: il suo sogno è scrivere per il New York Times, ma viene spedita a fare un tirocinio nel giornale dell’Esposizione, relegata a pubblicare il programma giornaliero degli eventi. Sullo sfondo, i pregiudizi di una società ancora fortemente maschilista, con uomini che le considerano come pedine da muovere a piacimento sulla scacchiera degli eventi, e le prime avvisaglie di discriminazioni razziali nei confronti degli ebrei. L’amicizia che nasce tra di loro è per ciascuna l’ancora di salvezza, capace di spingerle a rialzarsi e dare il meglio di loro e insegnare a entrambe di non smettere mai di lottare per inseguire quel sogno di gloria che alberga nei loro animi. Un romanzo gentile, delicato ma potente al tempo stesso. Una storia scritta con maestria, da un narratore onnisciente che salta di capitolo in capitolo dalla vita dell’una a quella dell’altra, in una sorta di diario personale che intervalla le memorie di quei giorni con documenti utili a inserire appieno il lettore nel contesto. Pagina dopo pagina, giorno dopo giorno, la scrittura scivola via leggera, essenziale ma minuziosa, distaccata ma non fredda. Una favola moderna che sfrutta gap temporale per lasciarci una morale più che mai attuale. Semplicemente appassionante. Voto (partecipato): 8,5.

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Lo Scaffale dei Libri, la nostra rubrica settimanale: diamo i voti alla biografia su Luis Sepulveda, Adesso Splendi e Le Canaglie

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