I ritardi nelle consegne dei vaccini anti-Covid da parte di Pfizer, Astrazeneca e ora pure di Moderna si riflettono inevitabilmente sulla campagna di somministrazione elaborata dal governo. Lo certifica, nel corso del vertice con le Regioni che si è svolto oggi, il commissario all’emergenza Domenico Arcuri: a febbraio, spiega, arriveranno altre 4 milioni di dosi così da arrivare a fine mese con “6.364.808 dosi consegnate”. In questo modo si potrà “finire il primo target” previsto dal piano, cioè i medici, gli operatori sanitari e gli anziani nelle Rsa, per poi “iniziare il secondo” (over 80 e insegnanti). Numeri che tengono conto della riduzione del 60% delle consegne da parte di Astrazeneca, del 20% da parte di Pfizer (almeno nella prima settimana di febbraio) e del 20% annunciato anche da Moderna: nel corso del mese arriveranno quindi 4 milioni di fiale anziché le 7 previste inizialmente. La conseguenza, come già anticipato nelle settimane scorse, è uno slittamento delle fasi iniziali previste dal piano vaccini.

Arcuri rivendica però che ad oggi sono stati somministrati “1 milione e 800mila vaccini, di cui oltre 462mila seconde dosi. La vaccinazione è ripresa, stiamo usando le dosi conservate e quelle che stanno arrivando”. La macchina, quindi, procede spedita e l’obiettivo è quello di raccordarsi con i territori per adeguare il piano vaccini mese per mese in base alla distribuzione. Soprattutto se, in sede europea, Pfizer e Astrazeneca dovessero tornare sui propri passi rispetto ai ritardi già annunciati. Riguardo alla diffida presentata alla casa farmaceutica statunitense da parte dell’Avvocatura dello Stato, il commissario fa sapere che è stata presentata all’Ue la richiesta di “iniziare un contenzioso per conto del governo italiano“. Pfizer ha risposto alla prima lettera “dicendo di essere inadempiente e che avrebbe recuperato nelle settimane successive, comunque entro la fine di marzo”, ha aggiunto. Capitolo a parte è Moderna, che tra gennaio e marzo dovrebbe consegnare all’Italia 1,328 milioni di dosi (circa 440mila al mese). L’azienda, spiega Arcuri, ha “comunicato che riduce, in maniera omogenea tra le regioni, del 20% le dosi della consegna dell’8/2 (da 163.200 a 132.200) e del 22/2″, ma “dicono che nel mese di marzo recuperano le minori consegne“.

Al termine del vertice, le Regioni hanno fatto sapere di dare “pieno sostegno al piano vaccini, che sarà comunque adeguato mese per mese in base alla distribuzione”. Secondo quanto si apprende, i presidenti hanno chiesto ai ministri Boccia e Speranza e al commissario Domenico Arcuri di approfondire alcuni temi per i prossimi mesi, tra cui l’utilizzo degli specializzandi e l’intesa con i medici di medicina generale e le farmacie in vista delle prossime fasi del piano vaccinale. Tra i temi di cui hanno richiesto un approfondimento c’è anche l’utilizzo dei monoclonali e la produzione dei vaccini in Italia”.

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