Antonio Razzi, da ex senatore, ora si vuole godere “lo spettacolo”. Per questo martedì “farà di tutto per essere in Senato“, dove ci sarò lo show down decisivo per il futuro del governo Conte 2. “Alla conta voglio esserci a tutti i costi”, racconta Razzi nella sua intervista al Corriere della Sera. Nelle sue parole c’è un senso di rivalsa: “Voglio ridere in faccia a tutti quelli che 10 anni fa, tra Pd e M5s, mi chiamarono voltagabbana perché lasciai l’Idv di Di Pietro e votai la fiducia a Berlusconi”.

Alla fine, però, la tentazione per Razzi di tornare in gioco, di buttarsi nella mischia, è arrivata anche questa volta: “Mezz’ora fa mi ha chiamato Scilipoti…”, rivela l’ex senatore. Domenico Scilipoti, un altro protagonista di quel sì al governo Berlusconi del dicembre 2010. Razzi prosegue: “Sì, mi ha detto: Anto’, perché non lo fondiamo noi il partito dei veri responsabili per l’Italia? Gli ho risposto: caro Mimmo per fare il formaggio devi quagliare, per fare un partito ci vogliono i soldi e io oggi non arrivo a 2mila euro di pensione”.

Razzi ormai fa il vecchio saggio: “Conte i voti in tasca li ha già, altrimenti non rischierebbe la figuraccia in Senato”. Il motivo? “Sa quanta gente, con 13-14mila euro al mese di paga parlamentare, si è comprata la casa e adesso ha il mutuo da pagare?“. Renzi invece “vuole ancora la delega per i Servizi segreti e qualche poltrona per i suoi”. L’ex senatore però ha altri pensieri, fuori dalla politica: “A causa del virus ad aprile non potrò tornare in Corea del Nord. Frontiere chiuse. Che Paese, l’Italia! Quante ironie sul mio amico Kim Jong Un, applaudito dall’assemblea dei delegati. Ma perché? Angelino Alfano segretario del Pdl non fu eletto per acclamazione?“.

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