“Anche noi dobbiamo vivere. È più di un anno che ci troviamo in queste condizioni. Non facciamo paragoni con la Francia e la Germania perché loro danno i soldi alle piccole e medie imprese mentre noi stiamo morendo di fame. I ristoratori sono disperati, da quando siamo chiusi i contagi sono aumentati perché la gente si vede a casa”. A dirlo è lo chef Gianfranco Vissani commentando la protesta “#ioapro” indetta oggi da alcune centinaia di operatori del settore in tutta Italia per protestare contro le misure anti Covid decise dal governo, che impongono la chiusura dei ristoranti in zona rossa e arancione e l’apertura fino alle 18 in quella gialla. Un’iniziativa che, però, mette a rischio la salute e la vita degli italiani, dal momento che, come attestano numerosi studi scientifici, senza mascherine né finestre aperte e apparati di filtraggio adeguati il rischio di contagio aumenta a dismisura e, anzi, in presenza di riscaldamenti ad aria, viene moltiplicato: ecco il perché delle chiusure imposte dall’esecutivo, come ha sottolineato anche il direttore de Ilfattoquotidiano.it Peter Gomez. Oltretutto, in un momento cruciale come questo, con i contagi da Covid in costante aumento in tutto il Paese e una possibile terza ondata dell’epidemia alle porte. Non solo, Vissani mente sul fatto che i ristoratori non hanno ricevuto alcun risarciemento per le perdite i fatturato da parte del governo.

“Appoggio in pieno la protesta dei ristoratori – dice lo chef – sono al loro fianco, fanno una protesta simbolica, aprono senza pubblico perché i ristori attuali non sono sufficienti. La ristorazione era il settore più sicuro, noi a gennaio dello scorso anno abbiamo usato dei macchinari per igienizzare tutto e addirittura per riciclare l’aria. Il Governo ha il dovere di aiutare i settori in difficoltà le famiglie non sanno più come mangiare!”, incalza Vissani. Le sue dichiarazioni sulla sicurezza però, sono state smentite da molteplici studi scientifici.

“Non capisco, perché la mattina è tutto aperto e la sera? Perché la mattina ci sono meno persone? Che senso ha? Noi non possiamo riaprire perché abbiamo il ristorante chiuso ormai da settimane e non sappiamo nemmeno quando riapriremo. Se le cose migliorano proveremo a riaprire agli inizi di febbraio“, conclude Vissani facendo una previsione nonostante i contagi di Covid siano in continuo aumento nel nostro Paese, con la terza ondata dell’epidemia che sembra essere alle porte.

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