Continua ad attaccare il premier, tanto da sfidarlo alla conta in Parlamento. Ma non scopre tutte le carte sulla crisi di governo, eludendo le domande di Nicola Porro sul suo eventuale appoggio a un Conte ter o a un esecutivo di larghe intese. Mentre Pd e 5 stelle fanno asse intorno al presidente del Consiglio, intervistato a Quarta Repubblica su Rete4 Matteo Renzi insiste nel dire che la sua è tutta una partita “di contenuti” – a partire dalle voci di spesa del Recovery plan – e non “di poltrone”. “Il tema è l’Italia e perché l’Italia funzioni. Ho messo una serie di punti e Conte finora non ci ha risposto. Non sopporto la solita narrazione per cui dico una cosa e mi devono attaccare tutti, i punti li ho messi nero su bianco e non ce n’è per nessuno. Su questi temi non sto facendo una battaglia personale“. Il leader di Italia viva esclude quindi che in ballo ci sia una sua nomina da ministro: “Ma certo che non lo faccio. Si rende conto se dopo tutto questo casino mi metto d’accordo con Conte per fare il ministro?”, dice a Porro. Poi però non esclude che alla fine possa esserci davvero un giro di vite nell’esecutivo: “Quando siamo d’accordo sui contenuti poi scegliamo le persone. Secondo me i ministri che ci sono ora non sono i migliori del mondo, secondo il presidente del consiglio sì. Però sarà il presidente del consiglio a decidere, che sia Conte o sia un altro, lo vedremo…”.

Il principale bersaglio nel corso dell’intervista di Renzi è stato proprio il premier. “Se Conte ha i numeri per governare senza di noi, evviva. Non sarò complice di uno spreco di denaro pubblico”, ha ribadito, ironizzando sull’ipotesi che il presidente del Consiglio possa incassare in Senato il supporto di un drappello di responsabili per far fronte all’eventuale defezione di Iv. “Contarsi in Parlamento? Facciamolo. Quand’è la data del Parlamento, quando è la riunione? L’ho letto anche io che ha detto ci vediamo in Parlamento. Per me non è una minaccia, è democrazia. Conte doveva venire in Paramento quando si parlava di Bilancio, invece di fare conferenze stampa con Casalino“. L’ex segretario del Pd ha poi attaccato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, sostenendo di essersi dovuto “controllare ben bene per non votare la sfiducia a Bonafede e non mandare a casa il governo” nel maggio scorso. “La politica è anche compromesso”, ha spiegato, “quindi i compromessi vanno fatti, chi dice che non li ha mai fatti mente, vi prende in giro. Il punto è quando un compromesso non è più accettabile“.

Il leader di Iv è poi passato ad attaccare la maggioranza sulla gestione della pandemia. “Noi in Italia abbiamo qualche problema in più, la maglia nera del rapporto fra morti e popolazione, con un livello di decessi inaccettabile, non andiamo benissimo con i vaccini. In termini tecnici la situazione è un disastro“. È anche per questo che chiede un “salto di qualità” alla maggioranza. Ma mentre gli altri partiti che sostengono l’esecutivo giallorosso hanno definito “incomprensibile” e “irresponsabile” uno stallo politico in un momento come quello attuale, auspicando invece un rilancio dell’attività di governo, il leader di Iv va avanti per la sua strada. Non escludendo che la crisi alla fine possa partorire proprio un cambio della guardia a Palazzo Chigi.

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