“Maradona è un protagonista letterario, un uomo nel complesso delle sue contraddizioni, così deve essere raccontato”, dice Giampiero Mughini, uno tra gli ospiti in studio di Tiki Taka, programma sul calcio condotto da Piero Chiambretti. In collegamento da Napoli, Gennaro Montuori “Palummella” che non è d’accordo con Mughini. E in studio c’è anche Filippo Facci che, interpellato dal conduttore, interviene a gamba tesa: “Io mi andavo a rivedere su Youtube le giocate di Maradona, splendido, meraviglioso… Tuttavia aveva come persona delle caratteristiche da mediocre imbecille. Aveva soprattutto da parte dei napoletani, un processo di identificazione che creava quel fanatismo, la deificazione che è quello che ti allontana, che ti fa venir la nausea e ti fa dire ‘si va be’, io di Maradona ricomincio a parlare tra uno o due anni’. Mi sono anche guardato un bellissimo documentario su Netflix che ricostruisce tutta la sua vita, non solo calcistica. Sono stato coperto di insulti perché i napoletani si offendono sempre…“. Ed ecco che Raffaele Auriemma, anche lui in collegamento, sbotta: “Meritati guarda, sempre troppo pochi”. Ci siamo: inizia una bagarre con Auriemma e Montuori che cercano di sovrastare le parole di Facci, che pure non s’arrende: “Sono gli arabi si offendono come i napoletani… Siete dei complessati. Abbiamo detto che Maradona è stato uno dei maggiori giocatori della storia, ha smesso di giocare ed è diventato un esempio cattivo, un drogato, un ciccione, uno morto prima del tempo e voi vi offendete e voi vi offendete perché non era un grandissimo giocatore, era Dio”. Auriemma riesce a entrare nella discussione ma solo per dire: “Hai un’ossessione nei confronti di Napoli. Tu hai qualche problema vero, non guardare ai problemi di Maradona, guardati allo specchio”. Di nuovo, il caos. Facci si alza, Chiambretti prova a sedare gli animi, Auriemma e “Palummella” urlano. È la televisione, o il calcio, bellezza?

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