Dopo le affermazioni del presidente degli anestesisti italiani, Alessandro Vergallo, che ha accusato il Veneto di aver barato sul numero delle terapie intensive, inserendo nella disponibilità anche le terapie post-operatorie, meno strutturate di quelle dei reparti specifici, arriva la replica del presidente della Regione, Luca Zaia. “Noi i 1.000 respiratori ce li abbiamo, altre Regioni no”, ha detto il governatore durante la conferenza stampa quotidiana, sottolineando che “non c’è nessun mistero”. “La percentuale dei posti di terapia intensiva disponibili per abitante del Veneto è di gran lunga superata a prescindere dai 111 posti riconvertibili nei blocchi operatori – ha specificato – I parametri stabiliti a livello nazionale li abbiamo superati e abbiamo detto che ne abbiamo altri 111 per arrivare a 1.000. Non c’è nessuno mistero”. Poi se l’è presa con la cultura del sospetto: “Questo lascia l’amaro in bocca a chi lavora. Non passa giorno che qualcuno non pensi che sei un lazzarone, nascondi i dati, nascondi le terapie intensive. Per quanto tempo pensate si possa ancora andare avanti così, in questo paese, dove la certezza giuridica se uno ti dà del ladro tutela chi ti dà del ladro, visto che nessuno mai lo condannerà. Noi siamo ormai diventati come San Sebastiano, ma noi ci basiamo sui tecnici, che sono persone per bene, non dei lazzaroni che si inventano i numeri per far compilare le schede”. Infine, l’affondo: “Perché nessuno viene a dire che noi abbiamo comperato i respiratori? Andate a preoccuparvi di quelli che, al di là dei numeri, non li hanno nemmeno. C’è qualche Regione che ha avuto grossi problemi in questa seconda fase”.

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