Ospite del salotto di Mara Venier, domenica 15 novembre, in collegamento dalla sua casa di Los Angeles, Tiziano Ferro ha tenuto incollati allo schermo i fan. “Solo tu potevi farmi cantare in casa alle 5 del mattino”, ha esordito il cantante che, appunto, per essere puntuale con la diretta pomeridiana si è dovuto svegliare all’alba. Ferro ha presentato il documentario “Ferro“, uscito su Amazon Prime Video il 6 novembre, nel quale ha messo a nudo se stesso, raccontando i momenti difficili della sua vita. Le cicatrici, dice a Domenica In “sono belle non vanno nascoste, noi cerchiamo di coprire i segni che poi però ci rendono felici”. Poi ricorda gli anni dei suoi problemi con alcol e droghe, senza tralasciare gli anni del bullismo, confessando di aver vissuto momenti brutti, con dei respiri al liceo dove “ho fatto belle amicizie”. “Di alcol, di droga, di dipendenze, di depressione si parla ma si parla sempre in termini di problema – ha detto – Non si parla mai del fatto che esistono delle strade. Spesso non è una condizione ambientale, ma è una condizione fisica, è una malattia, una tendenza genetica a cadere in una dipendenza genetica che non puoi interrompere”.
Non mancano, nell’intervista, momenti commoventi che hanno coinvolto anche la presentatrice. Venier ricorda a Ferro il primo autografo che Tiziano le ha chiesto e spiega che era per la nonna, chiedendogli se gli manca. Lui accenna una lacrima: “L’accettazione è la fase più difficile, mi manca. Ricordo che l’unica cosa che lei voleva da me era che andassi a messa e io con lei ci andavo e avevo piacere nel sentire i sermoni. La sua gioia era quella e io per lei lo facevo volentieri, mi ha insegnato la spiritualità bella, di unione e quando è andata via mi sono reso conto che lei stava in un posto migliore perché me lo ha spiegato lei”.
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