Sinisa Mihajlovic non trattiene le lacrime a Domenica In. Complice la pausa del Campionato dovuta agli impegni delle Nazionali, l’allenatore del Bologna è stato ospite – assieme alla moglie – di Mara Venier per presentare la sua autobiografia “La partita della vita”, in cui ha ripercorso la battaglia contro la leucemia. “Il 29 ottobre è passato un anno esatto dal trapianto di midollo osseo, ho fatto pochi giorni fa tutti gli accertamenti e i valori sono perfetti. Sto bene”, ha esordito Sinisa.

Ma poi il suo pensiero è tornato subito al luglio del 2019, quando scoprì di avere la leucemia: “Comincio ad avere un problema alla gamba, faccio gli accertamenti, la situazione peggiorava perché non riuscivo a camminare, non potevo poggiare il piede, avevo forti dolori. Sono andato a fare la risonanza magnetica ed è uscito fuori che avevo la leucemia. Il dottor Nanni mi ha convocato prima dell’allenamento, girava intorno all’argomento e gli ho chiesto di andare dritto al punto. Volevo sapere cosa avevo e se fosse curabile. Era leucemia. Ho chiamato subito Arianna che era in vacanza con i miei figli”, ha raccontato Mihajlovic senza trattenere la commozione.

“Non potevo permettermi di non farcela — ha proseguito — dovevo farlo per me, per la mia famiglia, ma anche per le tante persone che mi hanno mostrato vicinanza. L’affetto di tutti i tifosi in tutti gli stadi, compresi quelli che in un certo senso mi odiavano, mi ha dato grande forza. Ho voluto – ha precisato – farlo sapere a tutti, condividerlo con loro. Avevo paura, ma avevo più coraggio. La paura si vince con il coraggio. Quando sono andato alla mia prima partita, ero un morto che camminava, sono voluto andare lo stesso”. “Tu sei un campione della vita e nella tua vita professionale”, gli ha detto quindi Mara Venier. E negli occhi di Mihajlovic sono comparse le lacrime.

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