“Non sono solo preoccupato, ma ho anche il dovere di apparire preoccupato. I segnali che arrivano in modo unanime dai medici fanno comprendere come questo incremento dei contagi in tutta Italia non trovi adeguata risposta in termini di strutture sanitarie”. E’ l’allarme lanciato ai microfoni di “Cosa succede in città” (Radio Cusano Campus) dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che spiega: “Siamo stati messi in zona arancione sulla base di dati forniti dalla Regione, ma io ho chiesto e torno a chiedere ancora adesso che la Regione fornisca ai sindaci i dati non solo sui contagi, ma anche sullo stato delle strutture ospedaliere. La sensazione è che di fatto non abbiamo sufficienti strutture dedicate ai malati covid e che in questo momento si stia assistendo a una mobilitazione di altri reparti già pronti che, però, servivano per malati non covid”.
E aggiunge: “Non si muore soltanto di covid ed è questa la ragione per cui ho lanciato questo segnale di allarme. Il tema è delicato. Sembra che i dati che ci vengano forniti siano quelli dei posti letto programmati, ai quali molto spesso non corrisponde la realtà dei posti letto attualmente attivi. E quindi si ha una rappresentazione della realtà che io vorrei che fosse certificata da qualcuno. Lockdown nazionale? No, sono d’accordo con l’approccio del governo, che si basa su dati scientifici differenziando tra regioni, ma prego tutti i presidenti di Regione di non avere paura che la loro regione sia considerata rossa piuttosto che arancione, come se fosse una promozione o una bocciatura”.
Orlando commenta anche il caso di Angela Chianello, la 41enne nota come “Angela da Mondello” e diventata famosa per la sua frase “Non ce n’è coviddi”, nonché per un video recente girato in spiaggia con altre persone: “La volgarità è tale che sostanzialmente rischio di usare parole ancora più volgari del comportamento di questa signora. Ovviamente non commento. Se ci sarà un processo penale nei suoi confronti, costituirò il Comune di Palermo come parte civile“.