“Siamo a rischio infiltrazioni mafiose e ci tolgono i servizi essenziali, prima il Tribunale e adesso l’ospedale“. Lo dice l’avvocato Franco Messina, legale di molti dei complici del latitante Matteo Messina Denaro, ma anche portavoce del comitato “Orgoglio Castelvetranese” che da tempo si oppone allo “smantellamento” dell’ospedale ‘Vittorio Emanuele’ di Castelvetrano. Oltre 200 cittadini si sono schierati lungo il perimetro del nosocomio, a un metro di distanza l’uno dall’altro, per rappresentare simbolicamente il dissenso nei confronti del piano della Regione siciliana che prevede il ridimensionamento della struttura. La manifestazione si è svolta in contemporanea a Pantelleria, Lipari, Partinico, Leonforte e anche nel centro storico di Palermo. L’ospedale di Castelvetrano è tuttora dotato di un elisoccorso, autorizzato per i voli notturni dall’Enac e otto posti per terapia intensiva e la rianimazione, oltre che di “una camera a pressione negativa, molto ricercata in tutto il Trapanese per fronteggiare l’emergenza Covid”, aggiunge Messina.

Ad oggi, nella Sicilia occidentale, la tenuta della rete ospedaliera è ai limiti, nel Palermitano i reparti caldi sono pieni e nel covid hospital di Marsala sono disponibili solo quattro posti. Senza considerare l’intasamento degli ospedali dedicati ai pazienti ordinari. “Vogliamo difendere il nostro diritto costituzionale alla salute tutelando questo ospedale che rischia di essere smantellato”, dicono gli animatori della fiaccolata. “Noi non capiamo perché si vuole declassificare l’ospedale di Castelvetrano, perdendo tre reparti dotati di primario – conclude l’avvocato Messina – sembra quasi che tutto ciò che stanno togliendo a questo ospedale andrà a finire in quello di Mazara del Vallo“. Da alcuni mesi il comitato ha avviato una raccolta simbolica delle tessere elettorali che verranno allegate a un dossier da inviare al presidente della Repubblica.

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