Credo che il negazionista sia quasi sempre in buona fede. Il neuroscienziato Miller ha provato a spiegare il meccanismo mentale: forse interviene un processo mentale che non è tanto dissimile da quello che accade in certe forme di demenza“. Lo spiega a “Dimartedì” (La7) Barbara Gallavotti, biologa e autrice di “Superquark”.

La scienziata spiega: “Ci sono alcune forme di demenza in cui i sensi comunicano al cervello informazioni false sul mondo esterno. E le zone del cervello che ricevono queste informazioni le inviano all’area di cervello che invece è incaricata del pensiero razionale. Questa zona del cervello fa tutti gli sforzi possibili per dare un senso a quelle informazioni, farle sembrare congruenti e renderle solide. Quindi, chi è affetto da questa malattia può essere convinto di trovarsi di fronte al suo peggiore nemico, quando magari ha di fronte una persona amata“.

E aggiunge: “Secondo Miller, quando ci convinciamo di un’idea falsa, quello che succede è che il nostro cervello riceve delle informazioni infondate, cioè le comunica alla parte del cervello deputata al pensiero razionale e questa le confeziona in modo che siano convincenti. La domanda è: chi instilla nella nostra mente questi pensieri senza senso? Nel caso della demenza sono i sensi che danno delle informazioni errate. Nel caso del negazionismo, tutto parte dalla nostra incapacità di distinguere tra una informazione infondata e un’altra fondata. Secondo Miller, questa incapacità è dovuta alla mancanza di una cultura scientifica di base, ma io su questo non sono molto d’accordo”.

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