È arrivato sotto la Prefettura di Genova il corteo partito questa mattina dallo stabilimento ex-Ilva di Cornigliano, indetto assieme allo sciopero dalla Fiom Cgil a seguito della “serrata dell’azienda”. Dopo i quattro licenziamenti per “giusta causa”, ritenuti illegittimi e provocatori dal sindacato, Arcelor Mittal ha inviato una lettera a circa 250 dei 990 lavoratori impiegati nel capoluogo ligure in cui informava del blocco dello stipendio e del lavoro a tempo indeterminato, scatenando l’indignazione dei metalmeccanici. Così i quasi mille lavoratori hanno attraversato Genova scandendo cori contro l’azienda e in solidarietà ai colleghi licenziati. La trattativa con la Prefettura mira a incontrare i vertici dell’azienda e coinvolgere il governo in un intervento diretto. Per la Cgil quello di Arcelor Mittal sarebbe “un pretesto per dichiarare esuberi, abbiamo perso tempo nell’attesa di un incontro con il governo, questa serrata è inaccettabile e non possono farla in Italia, chiediamo quindi un passo indietro sui licenziamenti”. Durante il corteo la polizia si è schierata in tenuta antisommossa, e, dopo alcune tensioni con i manifestanti, ha accettato di togliersi il casco in segno di solidarietà, come richiesto dagli stessi operai che hanno arretrato applaudendo.

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