Diversi sindaci emiliani e anche la sede nazionale del Partito Democratico. Sono questi gli obiettivi di diverse lettere intimidatorie recapitate in giornata con in testa un simbolo che riporta agli anni più cruenti del terrorismo politico italiano: quello delle Nuove Brigate Rosse. A rendere pubblica la notizia è stato lo stesso ufficio stampa Dem che ha subito denunciato il fatto alle autorità.

Ma non è solo la sede di via Sant’Andrea delle Fratte ad essere stata presa di mira. Una missiva simile è stata consegnata anche al sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, sempre un esponente Dem. E sono altri i compagni di partito ad essere stati vittima di questo atto intimidatorio. Come lui, infatti, nel mirino dell’organizzazione sono finiti anche il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, che ha spiegato: “Ieri, anche a me, come ad altri sindaci della regione, è arrivata la lettera firmata ‘Le nuove Brigate Rosse’ in cui si lanciano folli accuse e ancora più folli promesse di atti violenti verso le nostre comunità”. Anche lui, come i colleghi di partito, ha “segnalato il fatto all’autorità competente, ma il clima è brutto, molto brutto e confuso. Serve un eccezionale senso di responsabilità in ogni componente della società italiana”. Stesso episodio accaduto anche a un altro esponente democratico, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, anche se il primo ad essere minacciato da coloro che si fanno chiamare ‘Le nuove Br’ è stato il primo cittadino di Ferrara, Alan Fabbri, che, invece, è esponente della Lega.

In ultimo anche il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dichiara di aver ricevuto una lettera di minacce firmata ‘Nuove Brigate Rossè. A scriverlo è lo stesso governatore su Facebook: “Diversi sindaci in questi giorni hanno ricevuto lettere di minaccia indegne -spiega-. Una simile lettera è stata recapitata anche a me e prontamente ho contattato le autorità competenti”. “Istituzioni e comunità regionale stiano unite contro chi semina odio. Mi auguro vengano individuati prima possibile i responsabili”, conclude Bonaccini.

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