Il Consiglio direttivo della Bce ha rinviato a dicembre, quando sarà più chiaro l’impatto economico della seconda ondata di pandemia, la decisioni su eventuali modifiche alle proprie politiche e ai propri strumenti anti crisi. L’Eurotower ha comunque confermato che il programma di acquisto di titoli pandemico (Pandemic emergency purchase programme o Pepp) che mira a compensare l’impatto negativo della crisi sull‘inflazione andrà avanti almeno fino a fine giugno 2021 e anche oltre se a quel punto la fase di emergenza non sarà finita. La dotazione complessiva del Pepp dunque resta per ora pari a 1.350 miliardi di euro. Gli acquisti continueranno quindi al ritmo di 20 miliardi al mese con il “vecchio” qe più 120 miliardi del Pepp.

“La Bce c’era durante la prima ondata del virus, ci sarà anche durante la seconda ondata”, ha detto in conferenza stampa la presidente Christine Lagarde, rispondendo alla domanda su quanta ‘potenza di fuoco’ la Bce abbia ancora. “Lo abbiamo dimostrato chiaramente nella prima ondata, possiamo realizzare nuovi strumenti, rivederli e ricalibrarli e lo abbiamo fatto”. Oggi “il direttivo è stato unanime nel riconoscere che i rischi sono chiaramente al ribasso” e quindi sulla “necessità di agire, ricalibrando i nostri strumenti nella prossima riunione di dicembre”. Per decidere si valuteranno “le dinamiche della pandemia, le prospettive di lancio dei vaccini e gli sviluppi del tasso di cambio”.

Per ora, il “balzo significativo” dei contagi e le misure di contenimento prese da fine estate fanno prevedere “un significativo indebolimento dell’attività economica nell’ultimo trimestre” dopo il rimbalzo del terzo trimestre. “Ci aspettiamo che il mese di novembre sia molto negativo“, ha anticipato Lagarde, “perché rifletterà sia la perdita di velocità a cui andranno le nostre economie, sia il nuovo aumento dei contagi visto a partire da settembre”. Nello scenario che seguirà alla pandemia “un ruolo chiave lo avrà il pacchetto definito dall’Ue, purché i fondi siano disponibili per la spesa pubblica senza ritardi, affiancando riforme strutturali” necessarie. Il Next Generation Eu “è un vero e proprio game changer” che “contribuirà a una ripresa più veloce e uniforme”. Nel frattempo “resta fondamentale una politica fiscale ambiziosa. E’ un bene che per la prima volta in molti anni la politica monetaria e quella fiscale lavorino insieme, mano nella mano”. Lagarde non ha commentato il difficile negoziato in corso fra Parlamento e Consiglio Ue.

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